UNA SCUOLA PER TUTTI

 


Quando scrissi questo libro nel 1978, molti  intravidero nell'esperienza di Angela de Cimma, per gli amici Lillina, una grande novità e  capirono che la Scuola  doveva aiutare ogni bambino ogni ragazzo a sviluppare la sua intelligenza,  e non  riempire  la sua mente di un gran numero conoscenze, da certificare poi con il voto.


 La Scuola doveva essere tutt'altra cosa, come affermava anche Alberto Manzi in televisione,  sottolineando che tutti i saperi  servono solo se diventano chiavi di lettura che il soggetto (bambino o adulto) può utilizzare  per leggere il mondo che gira attorno a lui, e in tal modo capire come rapportarsi col mondo. Anche il Ministero lo capì e  furono eliminati i voti e non si parlò più di conoscenze ma di sviluppo delle capacità. 

Oggi, purtroppo sono tornati i voti e si parla alla grande di conoscenze, dalle elementari alle superiori. I libri dei ragazzi  delle medie sono ossessivamente pesanti e zeppi di conoscenze: fanno letteralmente paura, A mio parere un grande passo indietro che andrebbe corretto.  

Non è più il ragazzo al centro del discorso educativo  relegato a fruitore  di fiumi di nozioni, Si ritiene, a torto secondo me,  che importante  e primario sia il livello delle conoscenze raggiunto dall'alunno. 

Riproporre il libro "Signurì, Signurì, tra gli scolari della Napoli che non conta" oggi, potrebbe essere molto utile, per  una riflessione critica sullo stato attuale della scuola dell'obbligo - dall'infanzia fino a 16 anni - per ricondurla al suo dover essere: un'esperienza profondamente umana per tutti e a misura di ciascuno.

Pasquale Lubrano Lavadera

Commenti

Post popolari in questo blog

IL VOTO DI CONDOTTA NELLA SCUOLA DELL'OBBLIGO VA ELIMINATO

LA SCUOLA SPESSO TRADISCE LA COSTITUZIONE

L'attualità della PACEM IN TERRIS