UNA SCUOLA PER TUTTI
Quando scrissi questo libro nel 1978, molti intravidero nell'esperienza di Angela de Cimma, per gli amici Lillina, una grande novità e capirono che la Scuola doveva aiutare ogni bambino ogni ragazzo a sviluppare la sua intelligenza, e non riempire la sua mente di un gran numero conoscenze, da certificare poi con il voto.
Oggi, purtroppo sono tornati i voti e si parla alla grande di conoscenze, dalle elementari alle superiori. I libri dei ragazzi delle medie sono ossessivamente pesanti e zeppi di conoscenze: fanno letteralmente paura, A mio parere un grande passo indietro che andrebbe corretto.
Non è più il ragazzo al centro del discorso educativo relegato a fruitore di fiumi di nozioni, Si ritiene, a torto secondo me, che importante e primario sia il livello delle conoscenze raggiunto dall'alunno.
Riproporre il libro "Signurì, Signurì, tra gli scolari della Napoli che non conta" oggi, potrebbe essere molto utile, per una riflessione critica sullo stato attuale della scuola dell'obbligo - dall'infanzia fino a 16 anni - per ricondurla al suo dover essere: un'esperienza profondamente umana per tutti e a misura di ciascuno.
Pasquale Lubrano Lavadera

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