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Visualizzazione dei post da 2026

LA SCUOLA DEL MERITO

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Dice il  sociologo americano Michael J. Sandel 1 che il merito, posto alla base di una vita democratica  è una vera è propria tirannia, che lede alla base i principi basilari delle nostre Costituzioni repubblicane: libertà, uguaglianza e fraternità.   Ne consegue che  trasformare la Scuola, ponendo al primo posto il merito , come è accaduto da noi i Italia, è una sciagura che porterà nel tempo danni incalcolabili.   Lo abbiamo visto in America, in Inghilterra, in Francia e un po' dappertutto.   Il merito discrimina, crea competizione, vanifica l'uguaglianza, divide la società in vincitori e perdenti,  pone in alto le élite e in basso tutti gli altri e fomenta  quel populismo che permette poi a politici come Trump di sedere  sul trono o sollecita il Regno Unito a uscire dall'Europa unita.   Ma vorrei soffermarmi sul rapporto Scuola-merito qui in Italia. Dopo anni in cui abbiamo chiesto una "Scuola per tutti e a misura di ciascuno", con...

Luigino Bruni: LE TRAPPOLE DELLA MERITOCRAZIA

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  Se oggi volessimo spezzare la spirale di ineguaglianze e di esclusione, dovremmo dar vita nella Scuola a politiche educative anti-meritocratiche Il merito  è la principale ideologia del nostro capitalismo , e ne è anche il suo grosso paradosso. Il primo spirito del capitalismo fu generato dalla radicale critica di Lutero alla teologia del merito, ma quella “pietra scartata” oggi è diventata  la “testata d’angolo” della nuova  religione capitalistica generata in Paesi (US) edificati proprio da quell’etica protestante anti-meritocratica. La salvezza per “sola grazia” e non per i nostri meriti fu posta al centro della Riforma protestante. Fu anche una ripresa, dopo un millennio, della polemica di Agostino contro Pelagio (Lutero era stato un monaco agostiniano). La critica anti-pelagiana di Agostino, Gerolamo e altri “padri della chiesa”. Fu essenzialmente un superamento dell’antichissima idea che voleva che la salvezza  dell’anima, la benedizione di D...

La collana "Cronisti scalzi" dedicata a Giancalo Siani

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Giancarlo Siani Fra le iniziative editoriali più significative, oggi in Italia, va segnalata la collana editoriale "Cronisti scalzi" dell'Editrice IOD  dedicata alla memoria di Giancarlo Siani il giovane giornalista ammazzato dalla Criminalità organizzata.  Una giovane vita spezzata nel fiore degli anni, dove l'amore per la propria terra e  il dolore per la violenza  che ancora domina i territori campani, hanno lasciato un segno inscalfibile nel cuore di tanti italiani, Un grazie va all'Editore IOD che, con coraggio,  porta avanti da alcuni anni questa collana,  pubblicando opere di giornalisti italiani che  con passione scandagliano gli aspetti più  importanti della vita sociale italiana.  Fra gli ultimi volumi: Dario Vassallo: "Angelo Vassallo, il vento tra le mani" "IL naufragio di Cudro" di Rosamaria Aquino  e "Sistema Sorrento"  di Vincenzo Iurillo , una storia  di corruzione e resistenza civile che è stata presentata...

UNA STORIA DI VIOLENZA nella Scuola

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  Vanda Veneziani, Maria Francesca Borgogna e Pasquale Lubrano Lavadera Ho presentato il 14 marzo 2026 il mio libro "Come una mongolfiera - quando i ragazzi salvano la scuola" (Edizioni IOD) nella sala consiliare del comune di Procida. L'incontro ha avuto inizio con le parole del Sindaco Dino Ambrosino che ha sottolineato la violenza estrema della guerra e chiesto un minuto di silenzio per tutte le vittime della guerra in varie parti del mondo e nella speranza di giungere alla pace. Avevo accanto a me la professoressa Maria Francesca Borgogna e la signora Vanda Veneziani che avrebbe letto qualche brano del mio libro Dico subito che ho avuto qualche difficolta iniziale a rispondere alle domande che la professoressa Maria Francesca Borgogna mi rivolgeva, perché sapevo benissimo che il mio libro raccontava una storia di violenza, quindi un libro non facile e abbastanza scomodo che, indirettamente, metteva in discussione quei metodi repressivi, ancora usati in m...

Martin Luther King condannò la guerra dell'America in Vietnam

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  Mentre camminavo tra i disperati giovani uomini neri, emarginati ed arrabbiati, dicevo loro che le bottiglie molotov e i fucili e le armi non avrebbero risolto i loro problemi. Ho tentato  di offrire  a quelle persone tutta la mia compressione e la mia amicizia, dicendo loro  però che io restavo convinto del fatto che il cambiamento sociale può arrivare in maniera  significativa  solo attraverso l'azione nonviolenta. Ma mi hanno chiesto: " E a proposito del Vietnam?"  Hanno chiesto se la nostra stessa nazione non stesse utilizzando massicce dosi di violenza  per risolvere i propri problemi, per apportare i cambiamenti che voleva.  "E allora, reverendo? Cosa ci dici a proposito del Vietnam?" Le loro domande colpivano il bersaglio: sapevo che non  avrei mai più  potuto alzare la voce, con loro.  Non avrei mai più  alzare la voce contro le violenze degli oppressi  nei ghetti, senza essermi prima chiaramente pronunciato...

Nicola Legrottaglie: Il suo ultimo libro "12 IN CAMPO"

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  Nicola Legrottaglie Nicola Legrottaglie calciatore italiano ha pubblicato alcuni libri ispirati alla sua esperienza . Il suo ultimo libro si intitola “12 in campo” GIUNTI Editore, un titolo emblematico che sposta la nostra attenzione sui valori che fanno la differenza e  incidono fortemente sull'andamento della partita. Sono questi valori che fanno di un gruppo di giocatori, di persone, di alunni e docenti,  di familiari di amici una realtà sociale nuova e stimolante. Lo ha confidato in un intervista rilasciata ultimamente a Maurizio De Santis e Ilaria Mondillo per https://www.fanpage.it/   "Nei miei libri racconto ciò che ho imparato in campo e nella vita. che tutto parte dai valori. Il calcio è fatto di persone, e dove ci sono persone ci devono essere principi universali: rispetto, impegno, perdono, amore. Se non conosci i principi, non saprai mai relazionarti davvero. E allora arriveranno solo conflitti, rancori, fallimenti — sul lavoro, in campo o in famig...

ABOLIRE LE ASSURDE CLASSIFICHE DELLE SCUOLE

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  "Scuola d'oggi: rovina di un prossimo futuro - Il male è alle radici - è nel tronco, è nei rami, ovunque. E' nei maestri, negli ispettori, nel ministro. Cosicché le patrie galere rigurgitano di minorenni. Maestri impreparati e che non vogliono prepararsi sono dilagati nella scuola..."    Era il 1950 quando il maestro Alberto Manzi scriveva una lettera al Ministro della Pubblica Istruzione Gonella,  da cui è tratto il brano su riportato.     Erano i tempi in cui la scuola selezionava  e lasciava  molti minori in balia di se stessi, privi di ogni educazione e conoscenza.     Grazie ad Alberto Manzi, a don Milani, alla Montessori, a Mario Lodi, a Gianni Rodari e a tanti altri , venne istituita la Scuola Media Unica, aperta a tutti, anche a quei ragazzi che provenivano da ceti sociali meno abbienti,  perché la Costituzione Italiana chiedeva alla Scuola di rimuovere il più possibile quegli ostacoli che impedivano a molti rag...

LA MERITOGRAZIA FONTE DI UMILIAZIONE

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  Non c'è dolore più grande  di quello che prova un bambino quando sente umiliare il lavoro dei suoi genitori, quando vengono offesi, ridicolizzati con sarcasmo per la professione che fanno, perché quel mestiere è la fonte da cui proviene il pane per vivere.  E' una profanazione nel cuore.  La meritograzia è anche una fabbrica d umiliazione di molti lavoratori e dei loro figli.  Da grandi, e al momento opportuno; i bambini capiranno che non tutti i lavori  sono uguali, che non tutti sono degni,  non tutti sono pagati in modo giusto, e magari valuteranno diversamente la natura dei lavori che hanno fatto anche i loro genitori.  Ma da bambini devono solo poter dire alteri ai loro compagni e al loro cuore : "Vedete come lavora mio padre". Luigino Bruni da Luigino Bruni Il campo dei Miracoli Marsilio Nodi

Dinanzi a un mondo insanguinato dalle guerre, VIENE UN MOMENTO IN CUI IL SILENZIO DIVENTA TRADIMENTO

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  Martin Luther King Era il  4 aprile 1967 quando Martin Luther King pronunciò il discorso contro la guerra in Vietnam  e tutte le guerre che insanguinavano il pianeta. Seguace della non violenza di Gandhi egli affermò con forza la frase "Viene un momento in cui il silenzio diventa tradimento" . Già il poeta Lamartine, nell'800, aveva affermato nel parlamento francese che ogni guerra era "un suicidio e un omicidio legalizzato" e che inneggiare all'imperialismo napoleonico era inneggiare alla violenza, pertanto chiese al Parlamento francese di abolire la legge sulla pena di morte. Non venne ascoltato. Martin Luher King, nonostante  avesse avuto tre anni prima il premio Nobel per la pace. non fu ascoltato, ma continuò con decisione ad affermare il valore della pace come valore primario assoluto, e il movimento per la pace si estese in tutto il mondo. Da quel momento lentamente. lo costatiamo dalle manifestazioni in tante città del mondo,  cresce sempre più  l...

La scomparla di Carlo Cecchi

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Carlo Cecchi Ci ha lasciati a 87 anni l'attore Carlo Cecchi, uno dei più grandi attori italiani, che molti ricorderanno per aver interpretato nel 1992 il matematico Caccioppoli nel film di martone Morte di un matematico italiano . l La forza della parola era nel suo DNA e il teatro la sua passione, ma ad essa se ne aggiungeva un'altra maturata in lui nella maturità:, non si può essere felici nella vita senza dedicare del tempo a chi è infelice ed ha avuto poco dalla vita.  Per cui oltre a dedicarsi ai giovani dell'Accademia passava alcuni mesi dell'anno in alcune popolazione dell'Africa prive di messi materiali e culturali.  Una testimonianza che ci interpella e ci stimola a  costruire rapporti di prossimità con chiuque avviciniamo.

Ho parlato di pace e di empatia ad alunni e alunne di Ravenna

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Ravenna Scuola Elementare Morelli Ho parlato di pace e di comunicazione empatica agli alunni di alcune classi dell'Istituto Morelli e dell'Istituto Tavelli di Ravenna.  Un'esperienza che conservo in cuore  come uno dei momenti più forti e incisivi  vissuti in questi ultimi anni.  L'invito mi è pervenuto dai docenti che insegnavano ai miei 5 nipoti che vivono proprio a Ravenna, per cui in accordo con la presidenza ho potuto vivere un'esperienza educativa indimenticabile con  alcune quinte elementari e classi di prima e seconda media.  Dopo un dialogo iniziale con risposte ad alcune domande che i ragazzi mi ponevano, ho parlato della comunicazione non violenta, dei loro sentimenti positivi e negativi Poi ho chiesto loro in quali circostanze provavano sentimenti positivi e quando negativi, ed è stato straordinario ascoltare la loro forte esigenza di sentirsi accolti, stimati, ascoltati, rispettati, aiutati. Nasceva allora la domanda: come poter vivere sempre n...

Youssef Abanoub a soli 18 anni è stato ammazzato a scuola.

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Youssef Abnoub Youssef Abanoub a soli 18 anni è stato ammazzato a scuola a La Spezia. Un episodio che ci porta a riflettere sul ruolo educativo della scuola e quali le possibili cause di questa crescente violenza dei giovani soprattutto nell'ambiente scolastico, che rappresenta una risvolto sociale nuovo e amaro della vita dei nostri giovani. Marshall B. Rosemberg, fondatore dei centri per la comunicazione non violenta, in "Educazione che arricchisce la vita" (Edizioni Esserci) afferma che la scuola nella quasi totalità è ancorata ancora a quel principio di dominazione che ha plasmato le società da ottomila anni e che è alla base di ogni comportamento violento, sia nei rapporti tra le persone sia nei rapporti tra le istituzioni sociali e politiche. Robert Roche Olivar, psicologo di Barcellona invita tutte le scuole a sviluppare primariamente "L'intelligenza prosociale"(titolo del libro pubblicato dalla Erikson) in tutti gli studenti, per rendere la scuo...

LUIGINO BRUNI: Il merito non è una virtù

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LA SCUOLA, TUTTA LA SCUOLA, NON è MAI STATA FONDATA SUL MERITO. Se la guardiamo da lontano, rimanendo in superfice, vediamo i voti, qualche bocciatura, e pensiamo che la scuola somigli alle imprese: i voti come i salari, il profitto scolastico come l'avanzamento di carriera. Ma questa è una visione troppo distante e quindi sbagliata della scuola (e anche delle imprese). L'ideologia meritocratica che sta cercando con successo di occupare anche la scuola si basa sul dogma che "i talenti sono meriti" (con una dose d'impegno) e quindi chi ha più talento deve essere premiato di più. Ma tutti sappiamo che questo dogma è un imbroglio. o quanto meno è illusione, per la società e ancor più per la scuola.. Perchè i talenti sono dono, e le nostre performance nella vita dipendono dai talenti-doni ricevuti, molto poco dai meriti. Perchè anche la mia capacità di impegnarmi è dono: se torno a casa da scuola e condivido la stanza con altri fratelli e sorelle, se devo andare a ...

LA PRESIDE DELLA FICTION SU RAI 1

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Un'immagine della fiction La preside Ci sono molti che criticano la fiction La Preside come se essa fosse la descrizione analitica di un realtà concreta. Bisogna invece considerare che è un racconto, ossia una storia ispirata ad un fatto vero e come tutti i racconti ci sono esigenze e snodi narrativi che sono necessari alla narrazione e che possono non essere graditi. Pertanto bisognerà guardare la fiction interamente per poi cogliere il senso profondo di questa esperienza e fare valutazioni di carattere estetico e sociale sulla riuscita o meno di essa. Si potrà non essere d'accordo sulla visione che l'autore della fiction ha sulla scuola italiana, ma questo, a parer mio, non toglie valore al lavoro che è stato fatto e all'impegno profuso per la realizzazione. Dopo aver letto "Guerra e Pace" di Tolstoj io ho provato una grande repulsione per la guerra e per le scene di guerra, spesso saltandole, ma alla fine ho capito che la guerra era d uno degli orrori ...