LA SCUOLA RISCHIA DI CREARE DISADATTATI!

CLAUDIO GIUNTA
Non vogliamo che i nostri studenti vivano il presente da stranieri, vogliamo che tengano gli occhi aperti su ciò che li circonda e che imparino a conoscere e ad amare opere che hanno un rapporto meno mediato con la loro vita - non solo libri, dunque, ma anche film, canzoni, fumetti...
Conosco molte persone che nonostante abbiano "fatto" a scuola la storia della letteratura, si trovano ad avere in testa, anziché conoscenze reali, delle etichette posticce.
La macchina scolastica produce ancora troppa retorica, e la retorica produce stupidità: non è detto che ne produrrebbe di meno se cambiassimo i programmi scolatici, ma qualche rettifica potrebbe essere salutare...
Una conoscenza reale, critica, di un numero limitato di temi, vale più della conoscenza superficiale del "tutto" che un corso di letteratura dalle origini ai giorni nostri (o l'equivalente in altri ambiti) promette di dare.
Vogliamo formare delle persone che vivano bene il loro tempo, non dei disadattati. Ma insegnare tutto non si può. E non solo per mancanza di tempo, ma perché una sola testa non potrebbe contenere tante nozioni, e tanto disparate: verrebbe fuori soltanto confusione.
D'altra parte, però, non possiamo neppure accontentarci di ripetere le cose che ci hanno insegnato nel modo in cui ce le hanno insegnate.
Occorre una nuova formula, o un ventaglio di nuove formule...
La capacità di approfondimento ci stanno più a cuore delle quantità di nozioni apprese.
Claudio Giunta
Docente di Letteratura italiana all'Università di Trento
da Claudio Giunta, Ascoltiamo la voce degli insegnanti- Si dà troppo spazio a voci lontane dalla realtà delle scuole : Corriere della sera

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