IL VOTO DI CONDOTTA NELLA SCUOLA DELL'OBBLIGO VA ELIMINATO


Il voto di condotta nella scuola dell'obbligo va eliminato, perché  tradisce il principio costituzionale che vuole una scuola per tutti e a misura di ciascuno e chiede alla scuola  di rimuovere quegli ostacoli che impediscono all'alunno di affrontare un normale percorso di apprendimento.

Quindi un alunno che presenta difficolta  comportamentali  nella scuola non viene aiutato a superare quelle difficolta che impediscono un adeguato rprocesso di apprendimento, ma viene punito col voto di condotta e bocciato.

Ricordiamo allora che se un ragazzo o ragazza esprime nei comportamenti violenza, quella violenza ha una causa che va individuata e possibilmente rimossa.

Se un alunno non riesce a star calmo nel suo banco  c'è qualcosa che disturba il suo fisico e l'autocontrollo e  bisognera aiutare  il ragazzo a individuarne le cause.

Se un ragazzo non riesce ad esercitare la volontà e  non si impegna nello studio, bisogna sapere che la volontà non è capacita  innata nell'individuo ma è una capacita che  va sviluppata al pari delle altre capacità intellettive, e pertanto non la si può pretendere a comando,

Se il ragazzo o la ragazza non riesce a relazionarsi correttamente con i compagni,  ossia manca dell'acquisizione di quel bene relazionale indispensabile per la creazione di rapporti corretti e orientati alla condivisione del tempo scuola, è necessario che il ragazzo venga educato in maniera primaria alla prosocialità.

Dare un voto di condotta negativo perché l'alunno usa  atteggiamenti violenti non è il sistema per correggere quel comportamento.

Dare un voto di condotta negativo a un ragazzo privo di autocontrollo che disturba il lavoro in classe,  non aiuta il ragazzo a correggere il suo atteggiamento.

Dare un voto di condotta negativo a un ragazzo che non riesce a impegnarsi e  manca di volontà è un grosso errore da parte del docente perché  bisogna capire come stimolare l'interesse che muove la volontà.

Se un ragazzo non sa trovare un metodo per relazionarsi correttamente con i compagni e crea spesso disordine e conflittualità  il docente cerchera di applicare quella "grammatica relazionale" capace di educare il ragazzo a costruire sani rapporti con i compagni.

E' un dovere del Consiglio di classe e del Collegio dei docenti  affrontare questo grosso problema che è sempre stato nella scuola e che oggi si è acuito con l'introduzione del voto di condotta,

Voto di condotta che viene  applicato in un'età delicatissima, in un processo evolutivo che  chiede ai docenti  la capacita primaria di accogliere il ragazzo con tutti i suoi problemi  non risolti e le sue disfunzioni, per individuarne poi le cause e, coadiuvati se necessario da pedagogisti e psicologi,  rimuovere il più possibile quegli ostacoli che si frappongono e impediscono all'alunno di vivere serenamente l'esperienza della scuola. 

Ci si dimentica spesso di un aspetto fondamentale:  nel momento che la scuola è divenuta d'obbligo fino a 16 anni,  entrano nella scuole  i figli dei delinquenti, i figli degli spacciatori, i figli dei drogati, i figli delle prostitute, i figli dei camorristi, i figli dei disoccupati, i figli dei carcerati, i figli dei medici, i figli degli avvocati, i figli dei docenti, i figli degli operai i figli degli impiegati e dei commercianti.

Entra nell'aula di una scuola l'umanità intera nei suoi molteplici aspetti sia positivi sia negativi. E se uno degli alunni non si presenta a scuola il Preside è tenuto a chiedere l'intervento delle forze dell'ordine per riportare quell'alunno in classe.

Si comprende allora la necessità, da parte del corpo docente di una scuola dell'obbligo, di adeguarsi a questa realtà  e, prima ancora di  passare alla trasmissione dei contenuti, puntare alla formazione educativa di questi alunni che mostrano le loro forti fragilità.

Se il copro docente di una scuola sottovaluta tale aspetto  tradisce se stesso  e crea nella società danni irreparabili.  

Purtroppo molti docenti rifiutano questo doveroso compito e ignorano che di fatto stanno distruggendo la scuola dell'obbligo voluta dalla Costituzione

Ho incontrato in una scuola media, dove ho insegnato alcuni anni, questa triste realtà, quando non si intravedeva ancora il voto di condotta alle medie. Infatti mi toccò vedere in prima media ragazzi di 15 anni seduti accanto a ragazzini di 11 anni, bocciati più volte e in attesa di compiere i 16 anni. 

Quando posi il problema nel Collegio docenti la risposta della maggior parte dei docenti fu univoca e perentoria: "Mica possiamo promuovere i delinquenti!"

Con rammarico, mi rendo conto che oggi il voto di condotta diventa, finalmente, in molti casi l'arma punitiva, retaggio di quel principio di dominazione che ancora  si attua nelle nostre società, che non dovrebbe mai essere usata nella scuola e in special modo nella scuola dell'obbligo.

Pasquale Lubrano Lavadera

29-10- 1944



Commenti

  1. È verissimo quanto scrivi, ci vuole solo il coraggio degli insegnanti di mettere in pratica quanto la Montessori ha costruito

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