Alberto Manzi: Importante la discussione in classe


Le ho provate tutte, per cercare di  trasformare questa benedetta scuola, nel rispetto del bambino,  perché questo è il punto fondamentale. 

Mi chiedevo , allora, per quale motivo  la scuola ignorava  gli studi di Piaget e di altri temi come la formazione del concetto... Quando io dicevo che, se volevo sollecitare la formazione di un concetto scientifico nel bambino, dovevo agire in un certo modo, i colleghi pensavano che io ero un insegnante un po' strano e non mi seguivano. Io comunque provavo con i miei ragazzi; loro sono stati un po' quelli che mi hanno aiutato a capire molte cose.

L'imposizione  non forma un concetto  nella mente del ragazzo, si dimentica facilmente, oppure rimane in forma astratta nella mente e non provoca una crescita intellettuale.

Ciò che andavo scoprendo e che mi interessava era che dentro la scuola bisognava ottenere una tensione cognitiva, una curiosità che spinge i bambini a voler sapere. Ed è necessario che io sappia quello che lui sa, perché questa è la condizione per avere dei punti di riferimento attendibili; è da lì che l'insegnanate deve partire.

La discussione è un ottimo strumento; un ragazzo comincia ad affermare una cosa, ascoltando gli altri che esprimevano ognuno la propria ipotesi su un certo fenomeno, se all'inizio era convinto che quella cosa era nera, poi cominciava a dire che era nera ma lacune parti potevano essere gialle o verdi...Questo discutere insieme  portava i ragazzi a rivedere quello che loro sapevano, o credevano di sapere, obbligandoli in un certo senso a parlare e ad ascoltare gli altri esprimere le loro opinioni

La scuola funzionava  perché i bambini erano contenti, e questo per me era la cosa essenziale.

Alberto Manzi

Questo testo è tratto da un intervista di Roberto Farnè riportata nel libro  "Alberto Manzi, l'avventura di un maestro" University Press, Bologna. Invito a leggere questo libro che possiamo trovare  in edicola  in questi giorni, con il Corriere della sera,  perchè esso ci fa capire cosa dovremmo cambiare nella nostra scuola italiana

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