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LA SCUOLA DEL MERITO

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Dice il  sociologo americano Michael J. Sandel 1 che il merito, posto alla base di una vita democratica  è una vera è propria tirannia, che lede alla base i principi basilari delle nostre Costituzioni repubblicane: libertà, uguaglianza e fraternità.   Ne consegue che  trasformare la Scuola, ponendo al primo posto il merito , come è accaduto da noi i Italia, è una sciagura che porterà nel tempo danni incalcolabili.   Lo abbiamo visto in America, in Inghilterra, in Francia e un po' dappertutto.   Il merito discrimina, crea competizione, vanifica l'uguaglianza, divide la società in vincitori e perdenti,  pone in alto le élite e in basso tutti gli altri e fomenta  quel populismo che permette poi a politici come Trump di sedere  sul trono o sollecita il Regno Unito a uscire dall'Europa unita.   Ma vorrei soffermarmi sul rapporto Scuola-merito qui in Italia. Dopo anni in cui abbiamo chiesto una "Scuola per tutti e a misura di ciascuno", con...

Luigino Bruni: LE TRAPPOLE DELLA MERITOCRAZIA

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  Se oggi volessimo spezzare la spirale di ineguaglianze e di esclusione, dovremmo dar vita nella Scuola a politiche educative anti-meritocratiche Il merito  è la principale ideologia del nostro capitalismo , e ne è anche il suo grosso paradosso. Il primo spirito del capitalismo fu generato dalla radicale critica di Lutero alla teologia del merito, ma quella “pietra scartata” oggi è diventata  la “testata d’angolo” della nuova  religione capitalistica generata in Paesi (US) edificati proprio da quell’etica protestante anti-meritocratica. La salvezza per “sola grazia” e non per i nostri meriti fu posta al centro della Riforma protestante. Fu anche una ripresa, dopo un millennio, della polemica di Agostino contro Pelagio (Lutero era stato un monaco agostiniano). La critica anti-pelagiana di Agostino, Gerolamo e altri “padri della chiesa”. Fu essenzialmente un superamento dell’antichissima idea che voleva che la salvezza  dell’anima, la benedizione di D...

La collana "Cronisti scalzi" dedicata a Giancalo Siani

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Giancarlo Siani Fra le iniziative editoriali più significative, oggi in Italia, va segnalata la collana editoriale "Cronisti scalzi" dell'Editrice IOD  dedicata alla memoria di Giancarlo Siani il giovane giornalista ammazzato dalla Criminalità organizzata.  Una giovane vita spezzata nel fiore degli anni, dove l'amore per la propria terra e  il dolore per la violenza  che ancora domina i territori campani, hanno lasciato un segno inscalfibile nel cuore di tanti italiani, Un grazie va all'Editore IOD che, con coraggio,  porta avanti da alcuni anni questa collana,  pubblicando opere di giornalisti italiani che  con passione scandagliano gli aspetti più  importanti della vita sociale italiana.  Fra gli ultimi volumi: Dario Vassallo: "Angelo Vassallo, il vento tra le mani" "IL naufragio di Cudro" di Rosamaria Aquino  e "Sistema Sorrento"  di Vincenzo Iurillo , una storia  di corruzione e resistenza civile che è stata presentata...

UNA STORIA DI VIOLENZA nella Scuola

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  Vanda Veneziani, Maria Francesca Borgogna e Pasquale Lubrano Lavadera Ho presentato il 14 marzo 2026 il mio libro "Come una mongolfiera - quando i ragazzi salvano la scuola" (Edizioni IOD) nella sala consiliare del comune di Procida. L'incontro ha avuto inizio con le parole del Sindaco Dino Ambrosino che ha sottolineato la violenza estrema della guerra e chiesto un minuto di silenzio per tutte le vittime della guerra in varie parti del mondo e nella speranza di giungere alla pace. Avevo accanto a me la professoressa Maria Francesca Borgogna e la signora Vanda Veneziani che avrebbe letto qualche brano del mio libro Dico subito che ho avuto qualche difficolta iniziale a rispondere alle domande che la professoressa Maria Francesca Borgogna mi rivolgeva, perché sapevo benissimo che il mio libro raccontava una storia di violenza, quindi un libro non facile e abbastanza scomodo che, indirettamente, metteva in discussione quei metodi repressivi, ancora usati in m...

Martin Luther King condannò la guerra dell'America in Vietnam

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  Mentre camminavo tra i disperati giovani uomini neri, emarginati ed arrabbiati, dicevo loro che le bottiglie molotov e i fucili e le armi non avrebbero risolto i loro problemi. Ho tentato  di offrire  a quelle persone tutta la mia compressione e la mia amicizia, dicendo loro  però che io restavo convinto del fatto che il cambiamento sociale può arrivare in maniera  significativa  solo attraverso l'azione nonviolenta. Ma mi hanno chiesto: " E a proposito del Vietnam?"  Hanno chiesto se la nostra stessa nazione non stesse utilizzando massicce dosi di violenza  per risolvere i propri problemi, per apportare i cambiamenti che voleva.  "E allora, reverendo? Cosa ci dici a proposito del Vietnam?" Le loro domande colpivano il bersaglio: sapevo che non  avrei mai più  potuto alzare la voce, con loro.  Non avrei mai più  alzare la voce contro le violenze degli oppressi  nei ghetti, senza essermi prima chiaramente pronunciato...

Nicola Legrottaglie: Il suo ultimo libro "12 IN CAMPO"

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  Nicola Legrottaglie Nicola Legrottaglie calciatore italiano ha pubblicato alcuni libri ispirati alla sua esperienza . Il suo ultimo libro si intitola “12 in campo” GIUNTI Editore, un titolo emblematico che sposta la nostra attenzione sui valori che fanno la differenza e  incidono fortemente sull'andamento della partita. Sono questi valori che fanno di un gruppo di giocatori, di persone, di alunni e docenti,  di familiari di amici una realtà sociale nuova e stimolante. Lo ha confidato in un intervista rilasciata ultimamente a Maurizio De Santis e Ilaria Mondillo per https://www.fanpage.it/   "Nei miei libri racconto ciò che ho imparato in campo e nella vita. che tutto parte dai valori. Il calcio è fatto di persone, e dove ci sono persone ci devono essere principi universali: rispetto, impegno, perdono, amore. Se non conosci i principi, non saprai mai relazionarti davvero. E allora arriveranno solo conflitti, rancori, fallimenti — sul lavoro, in campo o in famig...

ABOLIRE LE ASSURDE CLASSIFICHE DELLE SCUOLE

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  "Scuola d'oggi: rovina di un prossimo futuro - Il male è alle radici - è nel tronco, è nei rami, ovunque. E' nei maestri, negli ispettori, nel ministro. Cosicché le patrie galere rigurgitano di minorenni. Maestri impreparati e che non vogliono prepararsi sono dilagati nella scuola..."    Era il 1950 quando il maestro Alberto Manzi scriveva una lettera al Ministro della Pubblica Istruzione Gonella,  da cui è tratto il brano su riportato.     Erano i tempi in cui la scuola selezionava  e lasciava  molti minori in balia di se stessi, privi di ogni educazione e conoscenza.     Grazie ad Alberto Manzi, a don Milani, alla Montessori, a Mario Lodi, a Gianni Rodari e a tanti altri , venne istituita la Scuola Media Unica, aperta a tutti, anche a quei ragazzi che provenivano da ceti sociali meno abbienti,  perché la Costituzione Italiana chiedeva alla Scuola di rimuovere il più possibile quegli ostacoli che impedivano a molti rag...