Post

ABOLIRE LE ASSURDE CLASSIFICHE DELLE SCUOLE

Immagine
  "Scuola d'oggi: rovina di un prossimo futuro - Il male è alle radici - è nel tronco, è nei rami, ovunque. E' nei maestri, negli ispettori, nel ministro. Cosicché le patrie galere rigurgitano di minorenni. Maestri impreparati e che non vogliono prepararsi sono dilagati nella scuola..."    Era il 1950 quando il maestro Alberto Manzi scriveva una lettera al Ministro della Pubblica Istruzione Gonella,  da cui è tratto il brano su riportato.     Erano i tempi in cui la scuola selezionava  e lasciava  molti minori in balia di se stessi, privi di ogni educazione e conoscenza.     Grazie ad Alberto Manzi, a don Milani, alla Montessori, a Mario Lodi, a Gianni Rodari e a tanti altri , venne istituita la Scuola Media Unica, aperta a tutti, anche a quei ragazzi che provenivano da ceti sociali meno abbienti,  perché la Costituzione Italiana chiedeva alla Scuola di rimuovere il più possibile quegli ostacoli che impedivano a molti rag...

LA MERITOGRAZIA FONTE DI UMILIAZIONE

Immagine
  Non c'è dolore più grande  di quello che prova un bambino quando sente umiliare il lavoro dei suoi genitori, quando vengono offesi, ridicolizzati con sarcasmo per la professione che fanno, perché quel mestiere è la fonte da cui proviene il pane per vivere.  E' una profanazione nel cuore.  La meritograzia è anche una fabbrica d umiliazione di molti lavoratori e dei loro figli.  Da grandi, e al momento opportuno; i bambini capiranno che non tutti i lavori  sono uguali, che non tutti sono degni,  non tutti sono pagati in modo giusto, e magari valuteranno diversamente la natura dei lavori che hanno fatto anche i loro genitori.  Ma da bambini devono solo poter dire alteri ai loro compagni e al loro cuore : "Vedete come lavora mio padre". Luigino Bruni da Luigino Bruni Il campo dei Miracoli Marsilio Nodi

Dinanzi a un mondo insanguinato dalle guerre, VIENE UN MOMENTO IN CUI IL SILENZIO DIVENTA TRADIMENTO

Immagine
  Martin Luther King Era il  4 aprile 1967 quando Martin Luther King pronunciò il discorso contro la guerra in Vietnam  e tutte le guerre che insanguinavano il pianeta. Seguace della non violenza di Gandhi egli affermò con forza la frase "Viene un momento in cui il silenzio diventa tradimento" . Già il poeta Lamartine, nell'800, aveva affermato nel parlamento francese che ogni guerra era "un suicidio e un omicidio legalizzato" e che inneggiare all'imperialismo napoleonico era inneggiare alla violenza, pertanto chiese al Parlamento francese di abolire la legge sulla pena di morte. Non venne ascoltato. Martin Luher King, nonostante  avesse avuto tre anni prima il premio Nobel per la pace. non fu ascoltato, ma continuò con decisione ad affermare il valore della pace come valore primario assoluto, e il movimento per la pace si estese in tutto il mondo. Da quel momento lentamente. lo costatiamo dalle manifestazioni in tante città del mondo,  cresce sempre più  l...

La scomparla di Carlo Cecchi

Immagine
Carlo Cecchi Ci ha lasciati a 87 anni l'attore Carlo Cecchi, uno dei più grandi attori italiani, che molti ricorderanno per aver interpretato nel 1992 il matematico Caccioppoli nel film di martone Morte di un matematico italiano . l La forza della parola era nel suo DNA e il teatro la sua passione, ma ad essa se ne aggiungeva un'altra maturata in lui nella maturità:, non si può essere felici nella vita senza dedicare del tempo a chi è infelice ed ha avuto poco dalla vita.  Per cui oltre a dedicarsi ai giovani dell'Accademia passava alcuni mesi dell'anno in alcune popolazione dell'Africa prive di messi materiali e culturali.  Una testimonianza che ci interpella e ci stimola a  costruire rapporti di prossimità con chiuque avviciniamo.

Ho parlato di pace e di empatia ad alunni e alunne di Ravenna

Immagine
Ravenna Scuola Elementare Morelli Ho parlato di pace e di comunicazione empatica agli alunni di alcune classi dell'Istituto Morelli e dell'Istituto Tavelli di Ravenna.  Un'esperienza che conservo in cuore  come uno dei momenti più forti e incisivi  vissuti in questi ultimi anni.  L'invito mi è pervenuto dai docenti che insegnavano ai miei 5 nipoti che vivono proprio a Ravenna, per cui in accordo con la presidenza ho potuto vivere un'esperienza educativa indimenticabile con  alcune quinte elementari e classi di prima e seconda media.  Dopo un dialogo iniziale con risposte ad alcune domande che i ragazzi mi ponevano, ho parlato della comunicazione non violenta, dei loro sentimenti positivi e negativi Poi ho chiesto loro in quali circostanze provavano sentimenti positivi e quando negativi, ed è stato straordinario ascoltare la loro forte esigenza di sentirsi accolti, stimati, ascoltati, rispettati, aiutati. Nasceva allora la domanda: come poter vivere sempre n...

Youssef Abanoub a soli 18 anni è stato ammazzato a scuola.

Immagine
Youssef Abnoub Youssef Abanoub a soli 18 anni è stato ammazzato a scuola a La Spezia. Un episodio che ci porta a riflettere sul ruolo educativo della scuola e quali le possibili cause di questa crescente violenza dei giovani soprattutto nell'ambiente scolastico, che rappresenta una risvolto sociale nuovo e amaro della vita dei nostri giovani. Marshall B. Rosemberg, fondatore dei centri per la comunicazione non violenta, in "Educazione che arricchisce la vita" (Edizioni Esserci) afferma che la scuola nella quasi totalità è ancorata ancora a quel principio di dominazione che ha plasmato le società da ottomila anni e che è alla base di ogni comportamento violento, sia nei rapporti tra le persone sia nei rapporti tra le istituzioni sociali e politiche. Robert Roche Olivar, psicologo di Barcellona invita tutte le scuole a sviluppare primariamente "L'intelligenza prosociale"(titolo del libro pubblicato dalla Erikson) in tutti gli studenti, per rendere la scuo...

LUIGINO BRUNI: Il merito non è una virtù

Immagine
LA SCUOLA, TUTTA LA SCUOLA, NON è MAI STATA FONDATA SUL MERITO. Se la guardiamo da lontano, rimanendo in superfice, vediamo i voti, qualche bocciatura, e pensiamo che la scuola somigli alle imprese: i voti come i salari, il profitto scolastico come l'avanzamento di carriera. Ma questa è una visione troppo distante e quindi sbagliata della scuola (e anche delle imprese). L'ideologia meritocratica che sta cercando con successo di occupare anche la scuola si basa sul dogma che "i talenti sono meriti" (con una dose d'impegno) e quindi chi ha più talento deve essere premiato di più. Ma tutti sappiamo che questo dogma è un imbroglio. o quanto meno è illusione, per la società e ancor più per la scuola.. Perchè i talenti sono dono, e le nostre performance nella vita dipendono dai talenti-doni ricevuti, molto poco dai meriti. Perchè anche la mia capacità di impegnarmi è dono: se torno a casa da scuola e condivido la stanza con altri fratelli e sorelle, se devo andare a ...