Post

GLI ISRAELIANI NOSTRI FRATELLI COME I PALESTINESI I RUSSI E OGNI ALTRO POPOLO

Immagine
  Una riflessione dopo le ingiurie lanciate ai nostri fratelli ebrei di Roma. Il nostro tempo è segnato come non mai dalla barbaria in una recrudescenza pericolosa che apre scenari apocalittici. Lo Stato di Israele, sostenuto dall'America, vuole distruggere il popolo nemico dei palestinesi, la Russia invade una nazione per possederla.. e molti altri i popoli stanno combattendo guerre di aggressioni. Un clima di odio che avvelena l'aria e inquina i sentimenti di fraternità che dovremmo avere verso tutti. Ciò nonostante, noi continueremo a sentirci fratelli degli israeliani, dei russi, degli american, dei popoli musulmani, dei popoli africani che si combattono e continueremo a sentire l'atrocità di questi conflitti e a ripetere con Papa Leone "No alla guerra" , perché un uomo di nome Gesù, un giorno lontano, ha parlato di pace e fraternità fra tutti gli esseri umani e ha dato la vita per questo. Noi non odiamo i tedeschi perché hanno avuto un capo di g...

GALIMBERTI: LA NOSTRA SCUOLA ...NON EDUCA?

Immagine
UMBERTO GALIMBERTI   "Io non ho nessuna difficoltà a dire che la nostra scuola al massimo istruisce, quando ci riesce, ma non educa. Non è sufficiente che un professore sappia la sua materia per andare in classe, è necessario che il professore sia fornito di un'empatia sufficiente da coinvolgere gli studenti". Con queste parole il filosofo Umberto Galimberti invita a riflettere sul significato più profondo dell'insegnamento. Insegnare è una missione, uno dei lavori più gratificanti, soddisfacenti e premianti. Lasciare in eredità, tramandare il proprio sapere permette di osservare la vera crescita di uno studente, che non si limita solo alla quantità di materie assimilate ma ad un evoluzione dell’uomo in senso di umanità, umiltà, rispetto verso gli altri, condivisione di spazi e di pensieri. A tal proposito il filosofo è intervenuto su questo argomento spiegando che il vero insegnante è colui che mette il cuore prima dei “contenuti”, queste le sue parole: “Istruire ...

SCUOLA STATALE O SCUOLA PRIVATA?

Immagine
Piero Calamandrei Piero Calamandrei affermava l' importanza della scuola statale in quanto scuola costituzionale e capace di favorire il dialogo e il confronto fra idee e convinzioni diverse e favorire l'uguaglianza tra gli studenti, permettendo l'istruzione anche ai meno abbienti, rimuovendo quegli ostacoli che impediscono un normale processo di apprendimento. Purtroppo oggi la scuola statale, nella maggioranza dei casi, non è quasi mai un'istituzione costituzionale in quanto non si rispettano più i principi democratici sanciti dalla Costituzione Vediamo infatti che nelle scuole superiori statali, nei primi due anni dopo le medie, avviene una vera mattanza di studenti con molti abbandoni e il piu alto numero di bocciati, - basta esaminare le statistiche dei bocciati nelle superiori per rendersene conto - in chiara opposizione a quanto la scuola dell'obbligo avrebbe dovuto agire. Essendo inoltre diventata "scuola del merito", le disuguaglianze cre...

La Scuola per Cacciari

 Il filosofo Massimo Cacciari, nel suo intervento *Scuola è politica*, sostiene che la scuola non possa essere considerata un semplice luogo di trasmissione di nozioni, perché essa tocca il nucleo stesso della vita collettiva e dunque rappresenta una questione propriamente politica. A suo giudizio, infatti, il primo compito dello Stato dovrebbe essere quello di prendersi cura della formazione del cittadino, e questa formazione non coincide affatto con l’accumulo di competenze tecniche o con l’avviamento precoce a saperi specialistici. Educare, nel senso più autentico, significa piuttosto accompagnare il giovane nella costruzione di un orientamento interiore verso il bello, il giusto e il bene, cioè verso ciò che rende possibile una convivenza umana degna di questo nome.  Per spiegare questa idea, Cacciari richiama il significato profondo della *paideia* greca, mettendo al centro non la materia insegnata ma il *pais*, il giovane, con la sua sensibilità, la sua energia e la sua ...

LA SCUOLA DEL MERITO

Immagine
Dice il  sociologo americano Michael J. Sandel 1 che il merito, posto alla base di una vita democratica  è una vera è propria tirannia, che lede alla base i principi basilari delle nostre Costituzioni repubblicane: libertà, uguaglianza e fraternità.   Ne consegue che  trasformare la Scuola, ponendo al primo posto il merito , come è accaduto da noi i Italia, è una sciagura che porterà nel tempo danni incalcolabili.   Lo abbiamo visto in America, in Inghilterra, in Francia e un po' dappertutto.   Il merito discrimina, crea competizione, vanifica l'uguaglianza, divide la società in vincitori e perdenti,  pone in alto le élite e in basso tutti gli altri e fomenta  quel populismo che ha permesso poi a politici come Trump di sedere  sul trono e ha sollecitato  il Regno Unito a uscire dall'Europa unita.   Ma vorrei soffermarmi sul rapporto Scuola-merito qui in Italia. Dopo anni in cui abbiamo chiesto una "Scuola per tutti e a misura di ...

Luigino Bruni: LE TRAPPOLE DELLA MERITOCRAZIA

Immagine
  Se oggi volessimo spezzare la spirale di ineguaglianze e di esclusione, dovremmo dar vita nella Scuola a politiche educative anti-meritocratiche Il merito  è la principale ideologia del nostro capitalismo , e ne è anche il suo grosso paradosso. Il primo spirito del capitalismo fu generato dalla radicale critica di Lutero alla teologia del merito, ma quella “pietra scartata” oggi è diventata  la “testata d’angolo” della nuova  religione capitalistica generata in Paesi (US) edificati proprio da quell’etica protestante anti-meritocratica. La salvezza per “sola grazia” e non per i nostri meriti fu posta al centro della Riforma protestante. Fu anche una ripresa, dopo un millennio, della polemica di Agostino contro Pelagio (Lutero era stato un monaco agostiniano). La critica anti-pelagiana di Agostino, Gerolamo e altri “padri della chiesa”. Fu essenzialmente un superamento dell’antichissima idea che voleva che la salvezza  dell’anima, la benedizione di D...

La collana "Cronisti scalzi" dedicata a Giancalo Siani

Immagine
Giancarlo Siani Fra le iniziative editoriali più significative, oggi in Italia, va segnalata la collana editoriale "Cronisti scalzi" dell'Editrice IOD  dedicata alla memoria di Giancarlo Siani il giovane giornalista ammazzato dalla Criminalità organizzata.  Una giovane vita spezzata nel fiore degli anni, dove l'amore per la propria terra e  il dolore per la violenza  che ancora domina i territori campani, hanno lasciato un segno inscalfibile nel cuore di tanti italiani, Un grazie va all'Editore IOD che, con coraggio,  porta avanti da alcuni anni questa collana,  pubblicando opere di giornalisti italiani che  con passione scandagliano gli aspetti più  importanti della vita sociale italiana.  Fra gli ultimi volumi: Dario Vassallo: "Angelo Vassallo, il vento tra le mani" "IL naufragio di Cudro" di Rosamaria Aquino  e "Sistema Sorrento"  di Vincenzo Iurillo , una storia  di corruzione e resistenza civile che è stata presentata...