Ho parlato di pace e di empatia ad alunni e alunne di Ravenna

Ravenna Scuola Elementare Morelli

Ho parlato di pace e di comunicazione empatica agli alunni di alcune classi dell'Istituto Morelli e dell'Istituto Tavelli di Ravenna. 

Un'esperienza che conservo in cuore  come uno dei momenti più forti e incisivi  vissuti in questi ultimi anni. 

L'invito mi è pervenuto dai docenti che insegnavano ai miei 5 nipoti che vivono proprio a Ravenna, per cui in accordo con la presidenza ho potuto vivere un'esperienza educativa indimenticabile con alcune quinte elementari e classi di prima e seconda media. 

Dopo un dialogo iniziale con risposte ad alcune domande che i ragazzi mi ponevano, ho parlato della comunicazione non violenta, dei loro sentimenti positivi e negativi

Poi ho chiesto loro in quali circostanze provavano sentimenti positivi e quando negativi, ed è stato straordinario ascoltare la loro forte esigenza di sentirsi accolti, stimati, ascoltati, rispettati, aiutati.

Nasceva allora la domanda: come poter vivere sempre nella classe questo clima di rispetto profondo l'uno per l'altro?

Ho proposto loro il gioco del lancio del dado della pace, che in tante scuole del mondo è diventato uno strumento ideale per  vivere in ogni giornata di scuola una delle indicazioni offerte dal lancio del dado. 

Ravenna: Presentazione del dado della pace

Nei giorni successi gli alunni hanno continuato con i loro docenti a lanciare il dado e a trascrivere in un quaderno le esperienze che vivevano in classe, a casa e  con gli amici.

Alla fine dell'anno questi loro  racconti di vita sono diventati tanti album, donati poi nella giornata conclusiva dell'anno scolastico ai loro genitori in un momento festoso nel cortile della scuola.

Un esperienza che mi ha fatto comprendere, più che mai,  di quanto  sia indispensabile, in tutte le scuole, educare ad una comunicazione empatica e alla costruzione di quel bene relazionale che permette ad un gruppo classe  di sperimentare  la  vitalità e la gioia di un'esperienza scolastica vissuta  nel rispetto  di se stessi e di ogni compagno e con un accresciuto amore per lo studio.


Ravenna: fase conclusiva del progetto con le famiglie

Ancora oggi l'immagine di questi ragazzi e ragazze che mi  guardavano incantati quando li invitavo a mettere in pratica la proposta che il lancio del dado indicava, colora i miei giorni: voler bene ogni compagno, ascoltarsi reciprocamente, non lasciare mai solo un compagno triste, perdonarsi,  aiutarsi nello studio, prendere l'iniziativa nell'amore.

Nei prossimi mesi sarò  in alcune classi  di un Istituto superiore di Procida dove una professoressa amica mi ha invitato a parlare ai suoi studenti del valore della fraternità legato alla figura del poeta Lamartine. 

Pasquale Lubrano Lavadera

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