ALBERTA LEVI TEMIN: LAVORARE A FAVORE DELLA PACE E DEL DIALOGO

 

Alberta Levi Temin (1920-2016) e Diana Pezza Borrelli

   Ci sono necessità storiche, personali che spesso cambiano la nostra vita e il nostro agire. Quando ho sentito parlare di revisionismo storico sulla Shoah, quando qualcuno ha osato dire che lo sterminio degli ebrei  non era che una montatura  sionistica, allora in me c’è stato una scatto di ribellione così forte, che ha determinato il mio uscire allo scoperto con il desiderio di testimoniare la verità. Lo dissi a Fabio mio marito e lui mi capì profondamente e mi ha sempre sostenuta in questa azione....Non sapevo ancora dove e a chi avrei parlato, ma c’era in me la ferma volontà che avrei dovuto farlo al più presto. Avevo, allora, già 67 anni e l’ultimo dei miei figli solo 14 anni. Vivevo a Napoli con la famiglia ed avevo molti amici cattolici. Tra questi c’era Diana Pezzi Borrelli, di 42 anni che insegnava all’Istituto tecnico femminile “Elena di Savoia” e mi coinvolgeva in alcune sue iniziative umanitarie e in esperienze di dialogo tra cristiani ed ebrei. Lei faceva parte del Movimento dei Focolari. Ci volevamo un gran bene, c’era rispetto profondo e condivisione dei valori quali la pace, la giustizia, l’amore per i poveri. Avevo ascoltato alcuni interventi di Chiara Lubich, fondatrice dei Focolari, ed ero rimasta impressionata dalla forza di questa donna che, da cattolica, promuoveva il dialogo con ebrei, musulmani, non credenti, senza voler far proseliti. Per questo lavoravo con Diana con grande serenità, condividendo idee e progetti a favore della pace e del dialogo. Posso dire con gratitudine che senza Diana accanto a me non avrei potuto realizzare quello che poi è venuto dopo.

Alberta Levi Temin

da Pasquale Lubrano Lavadera - "Alberta Levi Temin, finché avrò viuta parlerò" ed. L'isola dei ragazzi

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