DENUNCIARE AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA LE ASSURDE CLASSIFICHE DELLE SCUOLE


 "Scuola d'oggi: rovina di un prossimo futuro - Il male è alle radici - è nel tronco, è nei rami, ovunque. E' nei maestri, negli ispettori, nel ministro. Cosicché le patrie galere rigurgitano di minorenni. Maestri impreparati e che non vogliono prepararsi sono dilagati nella scuola..."

   Era il 1950 quando il maestro Alberto Manzi scriveva una lettera al Ministro della Pubblica Istruzione Gonella,  da cui è tratto il brano su riportato. 

   Erano i tempi in cui la scuola selezionava  e lasciava  molti minori in balia di se stessi, privi di ogni educazione e conoscenza. 

   Grazie ad Alberto Manzi, a don Milani, alla Montessori, a Mario Lodi, a Gianni Rodari e a tanti altri , venne istituita la Scuola Media Unica, aperta a tutti, anche a quei ragazzi che provenivano da ceti sociali meno abbienti,  perché la Costituzione Italiana chiedeva alla Scuola di rimuovere il più possibile quegli ostacoli che impedivano a molti ragazzi un normale percorso educativo. 

   Fu eliminato l'esame di ammissione alle medie e resa d'obbligo la scuola fino a 16 anni. Furono eliminati i voti, come indicava la Montessori, e sostituiti da valutazioni sullo sviluppo delle capacità intellettive di ogni ragazzo. 

   Si parlò, con chiarezza,  di una scuola per tutti e a misura di ciascuno, nel rispetto dei diversi ritmi di apprendimento, e oggi potremmo dire delle diverse intelligenze, e si crearono classi non omogenee, in modo da attuare uno scambio culturale proficuo per tutti, affinché quegli alunni più avanti nell'apprendimento potessero diventare tutor dei ragazzi che procedevano più lentamente.

  Purtroppo in questi ultimi decenni, del rispetto dei diversi ritmi di apprendimento non si parla più, e i programmi e i testi dei nostri scolari sono sempre più pieni di nozioni e contenuti. 

   Il carico cognitivo che viene imposto nella scuola dell'obbligo fa letteralmente paura  e il peso degli zaini che i nostri alunni sono costretti  a trasportare è proporzionato  alla grande bolla d'aria che ottunde la mente di alcuni pedagogisti che propongono di riempire il più possibile la mente di un ragazzo di conoscenze e di abilità in modo da poter soddisfare statisticamente gli standars europei. 

   Aprendo i libri in uso nelle scuole medie ci rendiamo conto di quello che sta avvenendo con la complicità delle case editrici.

    E l'assurdo più vistoso è  ormai di dominio pubblico: le prove statistiche denominate Prove INVALSI, che dovrebbe solo fotografare la situazione reale della nostra Scuola, sono ormai diventate il parametro di giudizio tra una buona scuola o una cattiva scuola, emolti docenti sudano sangie affinché i propri alunni siano all'altezza delle prove INVALSI, Addirittura la Eduscopio, (vedi foto) accreditata nel mondo scolastico, pubblica  ogni anno la classifica delle migliori scuole italiane.

   Non solo assurdo ma anche offensivo perché la SCUOLA è una sola,  pur se divisa in varie regioni e in vari istituti, ed è grave affermare che una scuola è migliore delle altre.

   Come mai il Ministero non vieta queste classifiche ?  

   Sappiamo tutti che i ragazzi e le ragazze di una classe sono individualità ben distinte, diverse per natura diverse nei talenti e nelle capacità. Inoltre non possiamo dimenticare che il talento è un dono che si riceve gratuitamente fin dalla nascita e può svilupparsi in condizioni familiari favorevoli e può non svilupparsi in condizioni familiari sfavorevoli. 

 La scuola democratica che la nostra Costituzione ha sapientemente intravisto è chiamata primariamente a sviluppare il talento di tutti,  anche in quei ragazzi sfortunati che sono nati in famiglie e ambienti deprivati di risorse materiali e culturali.

   La scuola che Alberto Manzi, Mario Lodi, poneva le sue basi su un'ontologica uguaglianza di fondo fra tutti i ragazzi e che cercava, a livello di apprendimento, di dare a tutti quelle opportunità necessarie per lo sviluppo del personale talento, al di là del possibile risultato raggiungibile, e tenendo conto dei diversi ritmi di apprendimento.

Una scuola che territorialmente  raccoglie molti alunni proveniente da fasce sociali più deboli non potrà mai raggiungere livelli alti. Ma questo non significa che questa scuola sia inferiore alle altre.

Pertanto ritengo incostituzionale pubbliacare le classifiche  delle scuole migliori,

Pasquale Lubrano Lavadera

                   29/10/44

autore del libro "Signurì Signurì, tra gli scolari della Napoli che non conta" IOD edizioni 2024

Commenti

Post popolari in questo blog

IL VOTO DI CONDOTTA NELLA SCUOLA DELL'OBBLIGO VA ELIMINATO

LA SCUOLA SPESSO TRADISCE LA COSTITUZIONE

L'attualità della PACEM IN TERRIS