GLI ISRAELIANI NOSTRI FRATELLI COME I PALESTINESI I RUSSI E OGNI ALTRO POPOLO
Una riflessione dopo le ingiurie lanciate ai nostri fratelli ebrei di Roma.
Il nostro tempo è segnato come non mai dalla barbaria in una recrudescenza pericolosa che apre scenari apocalittici.
Lo Stato di Israele, sostenuto dall'America, vuole distruggere il popolo nemico dei palestinesi, la Russia invade una nazione per possederla.. e molti altri i popoli stanno combattendo guerre di aggressioni.
Un clima di odio che avvelena l'aria e inquina i sentimenti di fraternità che dovremmo avere verso tutti.
Ciò nonostante, noi continueremo a sentirci fratelli degli israeliani, dei russi, degli american, dei popoli musulmani, dei popoli africani che si combattono e continueremo a sentire l'atrocità di questi conflitti e a ripetere con Papa Leone "No alla guerra" , perché un uomo di nome Gesù, un giorno lontano, ha parlato di pace e fraternità fra tutti gli esseri umani e ha dato la vita per questo.
Noi non odiamo i tedeschi perché hanno avuto un capo di governo che voleva distruggere tutto il popolo di religione ebraica, e non odieremo gl israeliani perché hanno un capo di governo che pensa di distruggere i palestinesi. Né odieremo i russi perché Putin vuole riprendersi l'Ucraina.
La famiglia umana è una sola e dobbiamo lavorare intensamente per promuovere ovunque "una cultura di pace per l 'unità dei popoli" come Chiara Lubich, in tutta la sua vita, ha più volte affermato nei parlamenti del mondo e finanche all ONU.
Come? In che modo?
Amando ogni essere umano come amiamo noi stessi. Amando la religione altrui come la propria e amando come noi stessi anche chi non ha alcuna fede religiosa. Costruendo insieme esperienze di umana solidarietà e realizzando in ogni ambito sociale quel "bene relazionale" indispensabile per la pace tra i singoli e tra i popoli.
"C'è una profonda unità fra tutti gli esseri umani" gridava Lamartine nel parlamento francese nel lontano 1848... " No ad ogni guerra perché siamo tutti fratelli e dovremmo aver cura gli uni degli altri." 1
Lavoriamo, allora, insieme per la pace nelle nostre città, insieme per il bene comune, insieme per abbattere le disuguaglianze, insieme per creare fraternità ovunque, vivendo quella "regola d'oro" che appartiene a tutte le culture: “Fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te, non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te".
Aiutiamo i politici a non lottarsi più tra loro nei consigli comunali, regionali, e nei parlamenti, ma a cambiare radicalmente il metodo politico e avere a cuore la cura della democrazia, nell'impegno interiore ad amare il partito altrui come il proprio, affinché la fraternità diventi categoria politica in tutti i Parlamenti del mondo
Solo in tal modo potremo sperare di eleggere, domani, dovunque, capi di Stato che lavorino per la pace e rifiutino ogni guerra.
Lavoriamo senza sosta nel quotidiano per il rispetto dei diritti umani universali affinché ogni popolo possa vivere con dignità e serenità nella propria terra.
Invitiamo, inoltre tutti i giovani del mondo a praticare l'obiezione di coscienza e rifiutare di andare in guerra, perché nessuno capo di Stato è proprietario della nostra vita. Nessun capo di Stato deve pensare che è legittimo dichiarare guerra ad un popolo e servirsi di esseri umani per tali guerrre.
Un sogno?! Si un sogno. ma se questo sogno è condiviso da tanti allora potrà diventare realtà.
Mi colpisce la tenacia degli albanese che da oltre un mese manifestano pacificamente er bloccare le decisioni del loro governo.
1. Pasquale Lubrano Lavadera "Lamartine - Sognando la fraternità" edizioni IOD

Commenti
Posta un commento