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Visualizzazione dei post da 2023

BASTA CON QUESTI COMPITI A CASA... LE VACANZE SONO VACANZE!

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Le vacanze degli studenti sono una pausa dal lavoro scolastico. Se si vuole assegnare qualche compito, esso deve essere facoltativo. Diversamente significa, da parte della Scuola, evidenziare insicurezza del proprio lavoro di docenti e timore che i ragazzi possano dimenticare e retrocedere. Ma che cosa possono dimenticare ? La scomposizione in fattori primi, la vita di uno scrittore, il prodotto di due e più polinomi? La prima legge della Termodinamica? Ebbene se anche fosse, quale il danno? Nessuno! Perchè basterà una ripetizione e il problema sarà risolto. Anche perché la scuola, ce lo ricorda il premio Nobel Albert Camus, non è un panino imbottito di italiano matematica inglese fisica scienze latino filosofia ecc. ecc.. No la scuola è ben altro! Ce lo racconta nel suo meraviglioso libro Il primo uomo che vorrei fosse letto da tutti i docenti. La scuola, per Albert Camus, Marshall B. Ropsenberg, Herold Gardner e tanti altri è un laboratorio umano dove si sviluppano le capacita i...

LA SCUOLA SECONDO CHIARA LUBICH

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La giovane maestra Chiara Lubich con i suoi alunni in Val di Sole  (Trento) 1943 Chiara Lubich è conosciuta nel mondo come una delle voci cattoliche femminili più incisive  e potenti  dal punto di vista educativo.   Ha parlato all'ONU, al Consiglio d'Europa, in molte Università del mondo, nei parlamenti di molte nazioni,  proponendo sempre a tutti un impegno nuovo per costruire ovunque "una cultura di pace per l'unità dei popoli". E' stata insignita dal Premio Unesco per l'educazione alla pace, e dal Consiglio d'Europa del Premio Diritti umani. E' stata presidente del  Consiglio Mondiale delle religioni per la pace,  ed ha aperto dialoghi con uomini e donne di ogni convinzione religiosa e con persone di convinzioni non religiose Il suo "dado della pace" è divenuto uno strumento didattico finalizzato alla pace e a corrette relazioni di reciprocità nella vita delle classi scolastiche, applicato in molte scuole. I suoi principi pedagogici, v...

Neutralizzare la guerra nelle parole

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  Reduci guerra del Vietnam - Fondazione Umberto Veronesi Vorrei che il dolore grande che stiamo provando per la morte di Giulia, lo provassimo anche per tutti gli uomini e donne che muoiono a causa di una guerra. E sono migliaia gli essere umani che ammazzano o sono ammazzati a causa di una guerra e pochi, ancora troppo pochi, sono quelli che lottano per la pace e dicono no ad ogni guerra. Diceva uno scrittore di nome LAMARTINE nel parlamento francese nel 1835 che, fin quando considereremo Napoleone un grande della Storia stiamo fuori strada, perché stiamo legalizzando l omicidio e il suicidio. Perché le guerre che egli intraprese non erano altro che questo. Ricordiamo sempre che Napoleone insieme a tanti altri potenti hanno fatto ammazzare e fanno ancora oggi morire migliaia e migliaia di giovani per la loro sete di potere. Purtroppo i libri di storia questo non lo dicono! LA GUERRA OGNI GUERRA è esercizio di violenza sull'uomo e niente può giustificarla. Lascia macerie fu...

La SCUOLA offre allo studente strumenti per capire la realtà

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  Ognuno di noi può essersi fatto una grande cultura, avere una grande erudizione e soffrire, sentirsi alienato perché la sua cultura non lo aiuta a vivere, ad essere, ad interpretare quello che succede e a determinarlo secondo una scelta responsabile. I problemi, che ha studiato a scuola, non li ha studiati vivendoli personalmente e perciò non li ha colti veramente nel loro significato, non li possiede; e non lo aiutano perciò ad esprimere se stesso, un se stesso che egli non ha costruito.    Gabriella Miari

Anna Maria Ortese: Informate subito ogni bambino

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Anna Maria Ortese (1914-1998) Informare subito qualsiasi bambino che la Terra è una palla sospesa nello spazi, modesto sassolino perso entro un Universo il quale a sua volta è perso entro altri universi; e avvertire che molto difficilmente, anche se l’ultimo uomo dovesse avere mezzi tecnici portentosi, si saprà cosa sono questi universi; spiegare il concetto di infinito e di segreto che ci sovrasta…Dire nello stesso tempo che ogni uomo, il padre, il nonno, il bimbo, la madre lo straniero sono esseri appartenenti alla grande famiglia Vita, l’unica che conosciamo…,E ogni colpo che si tira alla vita si ripercuote quindi su noi stessi; e bisogna rispettare e tutelare la vita, se si vuole vedere rispettati e tutelati se stessi. Da Anna Maria Ortese, In sonno e in veglia, Adelphi, Milano 1987, pp.113-114

La Scuola: dopo la famiglia prima esperienza sociale per i ragazzi

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    La Scuola è la prima esperienza sociale dopo la famiglia, pertanto essa poggia sui rapporti, sul rapporto. È necessario quindi educare a costruire sani e corretti rapporti di reciprocità tra gli alunni, tra alunni e docenti, sul quale poi innestare lo sviluppo del pensiero, delle capacità intellettive e delle conoscenze. Senza questi rapporti improntati alla condivisione, collaborazione, comunione, ricerca comune, rispetto reciproco la Scuola, al pari di ogni altra struttura sociale, diventa esperienza frustrante e inefficace .    Ogni alunno, sia nell'ingresso alle elementari, poi alle medie e infine alle superiori,  dovrà convivere con le diversità e rapportarsi con esse, senza che nessuno glielo abbia insegnato.    Dovrà relazionarsi con adulti che non conosce, per cui sarà fondamentale aiutarlo a comprendere questa nuova realtà in cui si trova a vivere, a capire come relazionarsi con gli altri compagni e con i docenti e il personale ATA...

PERCHE' LA SCUOLA SPESSO DIVENTA UN PROBLEMA?

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  NON SOTTOVALUTIAMO L'ESPERIENZA DELLA SCUOLA Molti genitori già da questi primi giorni di Scuola dell'obbligo (da 6 fino a 16 anni) sono angosciati perché LA SCUOLA È DIVENTATA per molte famiglie UN PROBLEMA, NON PIU UNA RISORSA. Devono, infatti, prendersi cura del destino scolastico dei loro figli che spesso sono in difficoltà di fronte a richieste di impegno superiore alle proprie capacità intellettive. E i genitori si sentono persi quando non possono aiutare i propri figli. Di qui un crescente disagio nelle famiglie e una sofferenza mentale negli studenti di oggi e il relativo abbandono dell’esperienza scuola, virtuale o reale. Questo accade perché spesso molti dirigenti non tengono in alcun conto il dettato costituzionale e lasciano correre e trasformano la Scuola in una sordida gara per i più bravi. Ricordiamo che la Scuola dell'obbligo si prende cura di tutti e soprattutto dei più in difficolta e questo sempre, da sei a sedici anni ossia dalla prima eleme...

Nick Glegg: Sono ossessionato dall'istruzione

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  Nick Glegg Mia Madre era un insegnante. Sono ossessionato dall'istruzione. E credo che gran parte di questa, oggi, sia disumana. Spesso gli studenti vengono trattati come i numeri di una fabbrica. Dobbiamo abbandonare quel tipo di  insegnamento che trasmette la conoscenza a file e file di alunni con la testa china, ognuno impegnato a scrivere la stessa cosa. Nei venti anni che ho trascorso in politica, ho capito che il sistema migliore, che fornisce a tutti pari opportunità, è quello che si cuce addosso ai bisogni individuali degli studenti. L'obiettivo dovrebbe essere creare aule stimolanti, dove gli individui possono prosperare. Nick Glegg da "Nick Glegg: la realtà virtuali entri nelle classi. Studieremo meglio", di Pier luigi Pisa La Repubblica 14 settembre 2023

LA DISUMANITA' DELLA GUERRA

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Guerra in Siria   I nostri libri scolastici nel  dividere la Storia dalla Preistoria, ossia dell’epoca degli uomini primitivi e selvaggi,   ci inducono a pensare che dopo   quel periodo selvaggio duro e violento, sia   cominciata l’epoca delle civiltà, l’epoca del progresso e che di conseguenza l’uomo primitivo sia del tutto scomparso e con esso la Preistoria, e che nessun paragone debba farsi, oggi, tra le guerre degli uomini preistorici e quelle venute dopo. Ho molti dubbi a riguardo!  Seppure ammantati di modernità, di progresso e di civiltà,   le guerre sia del passato che quelle in atto in questo terzo millennio, sono   la diretta   continuazione delle violenze preistoriche, che si avvalgono, si, dei ritrovati delle scienze tecnologiche,   ma che nella sostanza,  nel nucleo fondamentale , restano    identiche a quelle che gli uomini selvaggi della preistoria esercitavano. Lo scrittore e politico francese Lamarti...

Il bisogno dei padri

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Se cerchiamo di descrivere la figura e l'incidenza dei padri oggi, ci sentiamo smarriti eppure è urgente parlarne, in una società dove per lo più l'educazione è in mano a mamme e insegnanti donne. Un bambino maschio, infatti, nasce da donna, frequenta le scuole con insegnanti quasi sempre femmine. Anche al catechismo ci sono sempre le donne. E il maschio, il padre, dov'è?  (....) In campo educativo questa assenza dei maschi ha ripercussioni notevoli, poi, durante la vita adulta (....) Il padre rappresenta il futuro, l'autonomia, il sostegno, la capacità di rialzarsi. E' il compagno di giochi col quel il bambino o la bambina lottano, vincono, misurano le proprie forze. Il papà rappresenta il limite, oltre il quale non bisogna andare, per cui deve intervenire di fronte a trasgressioni, inciviltà, soprusi e ingiustizie, Il padre rappresenta anche la tenacia, l'andare fino in fondo di fronte agli impegni. Qualità oggi smarrite, perché è in crisi la figura del padre....

Cristina De Stefano : IL MAESTRO E' IL BAMBINO Vita di Maria Montessori

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  Riportiamo alcuni punti fondamentali  della pedagogia della Montessori così come emergono dall'interessante biografia  di Cristina De Stefano per le edizioni Rizzoli. Tutto il sistema scolastico va cambiato, perché le sue premesse sono sbagliate. l'idea stessa del bambino a cui va insegnato qualcosa  è da combattere. "Nelle classi c'è il maestro faccendiere che travasa le cognizioni nelle teste degli alunni...per riuscire nella sua opera è necessaria la disciplina dell'immobilità, dell'attenzione forzata della scolaresca; e al maestro conviene poter maneggiare con larghezza premi e castighi, onde costringere a tale attitudine coloro che sono condannati ad essere suoi ascoltatori.” Il maestro invece   dirige senza imporre,   e “non deve stare seduto in cattedra e dar giudizi e voti. Scenda tra gli allievi, umilmente e faccia capire ai suoi allievi che studiare non consuma, non affatica, anzi nutre e sostiene.” Nel bambino sono nascoste   enormi ...

Molti bocciati anche quest'anno nel biennio delle superiori

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Si registra nel biennio di moltissimi Istituti Superiori   un momento  non facile, evidenziato anche da episodi di violenza efferata di studenti contri gli insegnanti. Si parla di "emergenza scuola" e anche di "sofferenza mentale" per gli studenti sottoposti fin dal primo anno ad un carico cognitivo molto alto, con conseguente crescita esponenziale nei primi due anni  di "non ammessi alla classe successiva" non solo per valutazioni negative ma anche per gli abbandoni e per le numerose assenze. In merito non si registrano molti dibattiti, non se ne discute ancora a livello nazionale, pochissime le inchieste sui giornali, né si osserva criticamente la linea pedagogica che gli istituti superiori attuano nel biennio iniziale. E molte famiglie sono lontane dai problemi scolastici dei loro figli per cui non comprendono il danno che viene provocato in essi.. In realtà  si è ingigantito quanto si registrava in una scuola severamente selettiva dove si bocciava alle...

SCUOLA SECONDARIA ITALIANA AL BIVIO

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La Scuola secondaria italiana sta vivendo un momento  non facile. Si parla di un "emergenza scuola" per gli istituti superiori, con una crescita esponenziale dei "non ammessi alla classe successiva" per gli abbandoni e per le numerose assenze. Varie le cause. Fra queste sicuramente il dato realistico di un sistema  scolastico pressoché immutato rispetto a quello varato agli inizi del novecento  quando la società era profondamente  diversa e i giovani di ieri  molto diversi da quelli di oggi. Inoltre erano anni in cui le ricerche pedagogiche e psicologiche sulla mente umana  muovevano i primi passi, nonostante la Montessori avesse già indicato la necessita di modificare l'assetto della scuola dell'infanzia e delle primarie.  Solo con  Carl Rogers  si iniziava a comprendere qualcosa di più sulla struttura mentale di ogni individuo e del valore grande che poteva avere  nello sviluppo intellettivo e nella comprensione cognitiva la dimensione...