MICHAEL J. SANDEL: SENZA LA GRATITUDINE E L'UMILTA è DIFFICILE PRENDERSI CURA DEL BENE COMUNE

Michael J. Sandel

Coloro che a forza di dedizione e talento, prevalgono in una meritocrazia competitiva sono debitori in forme che la competizione tiene nascoste.
Via via che la meritocrazia di intensifica, la lotta ci assorbe così tanto da dimenticarci del nostro debito. (Cosa dire dei genitori e degli insegnanti che li hanno aiutati nel loro percorso' Del talento e delle doti che non sono soltanto opera loro? E della fortuna di vivere in una società che coltiva e premia i talenti che a loro è capitato di avere?)
Pertanto, persino una meritocrazia equa, senza imbrogli o corruzione falsa, o privilegi particolari per i ricchi, induce a un impressione falsa, ovvero che abbiamo fatto tutto da soli.
Gli anni di impegno faticoso, p.e. richiesti a quanti aspirano alle università esclusive, li costringe a pensare che il proprio successo sia dovuto a se stessi e che, se dovessero fallire, non avrebbero altri da biasimare se non se stessi.
Per i giovani è un fardello pesante da portare ed è inoltre corrosivo della sensibilità civica. perché più pensiamo di esserci fatti da soli e di essere autosufficienti, più diventa difficile imparare la gratitudine e l'umiltà. E senza questi sentimenti, è difficile prendersi cura del bene comune.
MICHAEL J. SANDEL

da Michael J. Sandel La tirannia del merito - Feltrinelli ed. 2020

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