Ancora "violenza" nei metodi educativi...


La maggior parte dei genitori ancora crede che le punizioni fisiche o l'aggressività verso i figli insegnino la disciplina; in realtà oggi sappiamo che esse indeboliscono il legame, compromettono lo sviluppo emotivo del bambino e generano in lui sentimenti di rancore e ostilità.
L'evoluzione delle scienze pedagogiche e psicologiche ci da strumenti che rendono possibile il lavoro di prevenzione della violenza, attraverso l'educazione alla genitorialità positiva, un comportamento orientato all'interesse del Bambino, al riconoscimento della sua individualità, a una maturazione in sintonia con i suoi tempi e le sue esigenze, alla promozione della sua autonomia.
Nessuno è perfetto, ma è precipua responsabilità egli adulti imparare a migliorarsi e a uscire dalle strettoie delle ingiunzioni che abitano in lui e che lo conducono, quasi in automatico, a infliggere alla generazione successiva quanto ricevuto da quella precedente. Sostenere la resilienza familiare (Walsh 2008) è possibile, ma per farlo occorre ammettere che la violenza esiste, che si trasmette dai genitori ai bambini e che le sue vere ragioni "si nascondono nella storia rimossa dei genitori" (illert 2008).

Mariano Iavarone

da  Il bambino, il bosco e l'anitrina bianca, di Mariano Iavarone,  in Bambini nei guai, a cura di Patrizia Bertoncelli, Città Nuova 2015

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