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QUANDO I RAGAZZI SALVANO LA SCUOLA

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  La scuola di cui si parla in questo libro è caratterizzata da un forte degrado, vi domina il caos, la violenza l’insubordinazione degli studenti che si pongono in atteggiamento di sfida verso i docenti.  Disdicevole è anche l’immobilismo e la mancanza di visione della classe docente, incapace spesso di uscire dai vecchi canoni dell’insegnamento tradizionale e di guadagnarsi quell’autorevolezza che si conquista sul campo, mostrando interesse per i propri studenti. Questa situazione dà all’autore l’opportunità di recuperare la centralità dell’alunno, faro di ogni degna proposta educativa, ma che qui sembra completamente ignorata, finché non si decide di ricorrere all’aiuto di un esperto mandato dal Provveditore.  E qui succede l’incredibile, in quanto questo esperto fonda il suo intervento preoccupandosi di stabilire una relazione con gli studenti, cominciando con quelli più difficili e ribelli.  Per guadagnarsi la loro fiducia, si dispone ad un ascolto autentico, ...

NON SPARARE SUI DOCENTI

  E' "guerra" in molte scuole. Una guerra senza armi , silenziosa e subdola, che si consuma nei consigli di classe nei collegi dei docenti soprattutto lì dove si affronta il problema delle valutazioni, del merito, delle prove INVALSI, della metodologia. Ed è logico che se questa "guerra" permea l'attività didattica, inevitabilmente essa si riflette anche nella vita dell'istituto, a tutti i livelli, con conseguenze  notevoli sulle nuove generazioni che acquisiscono  la convinzione che il conflitto è la "guerra" siano connaturati con ogni esperienza umana.  Ma sia ben chiaro che altrove, in ogni posto di lavoro, nella politica, nei condomini, nello sport... le cose non vanno diversamante. Allora è necessario convincersi che non è un problema della Scuola, ma è un problema di carattere sociale e che sempre si presenta li dove gli esseri umani sono chiamati a lavorare insieme. Nella Scuola, però, tale problema assuma una forte rilevanza in quando e...

CHUARA LUBICH: LA FRATERNITA IN POLITICA

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  Chiara Lubich (1920.2008) "... Il Movimento Politico per l'unità nasce a Napoli nel 1996, al servizio del mondo politico, ed ora sta diffondendosi su tutto il pianeta; vi fanno parte politici, amministratori, funzionari, studiosi e cittadini, appartenenti a diversi orientamenti politici.  Non è un nuovo partito, ma il portatore di una cultura e di una prassi politiche nuove. Cambia il metodo della politica.  Pur rimanendo fedele alle proprie autentiche idealità, il politico dell'unità ama non solo i politici del suo partito, ma tutti gli altri politici, cercando di vivere in comunione con tutti.  Fa questo nei consigli comunali, nei partiti, nei diversi gruppi di iniziativa civica e politica, nei parlamenti nazionali e regionali.  L'unità, così vissuta, è portata come fermento anche tra i partiti stessi, nelle istituzioni, in ogni ambito della vita pubblica, nei rapporti tra gli Stati. Lo scopo specifico del Movimento dell'Unità è dunque: aiutare ed aiutarsi a...

I NOSTRI FRATELLI DI RELIGIONE EBRAICA

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  Alberta Levi Temin (a sinistra) e Diana Pezza Borrelli I  fratelli di religione ebraica hanno gli stessi  nostri doveri e diritti , come pure i fratelli di altre religioni, come pure i fratelli di convinzioni non religiose. La famiglia umana è una sola e siamo tutti "fratelli" e dobbiamo imparare come diceva Martin Luther King a vivere da fratelli. Per i cristiani gli ebrei dovrebbero essere i fratelli prediletti, i nostri fratelli maggiori. Gesù di Nazaret era un ebreo.  Lo disse con chiarezza Giovanni Paolo II a Roma il 13 aprile 1986 nella visita alla Sinagoga. Pertanto quando incontro un uomo e una donna di religione ebraica instauro con loro lo stesso dialogo fraterno che ho con tutti gli altri, così pure se incontro un cittadino russo. Se un capo di Stato usa violenza e  guerra, o massacra per motivi ideologici o politici gli avversari, pur non approvando il loro operato, penso a tutte le guerre e ai massacri che capi di stato "cattolicissimi" hanno oper...

IL VOTO DI CONDOTTA NELLA SCUOLA DELL'OBBLIGO VA ELIMINATO

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Il voto di condotta nella scuola dell'obbligo va eliminato, perché  tradisce il principio costituzionale che vuole una scuola per tutti e a misura di ciascuno e chiede alla scuola  di rimuovere quegli ostacoli che impediscono all'alunno di affrontare un normale percorso di apprendimento. Quindi un alunno che presenta difficolta  comportamentali  nella scuola non viene aiutato a superare quelle difficolta che impediscono un adeguato rprocesso di apprendimento, ma viene punito col voto di condotta e bocciato. Ricordiamo allora che se un ragazzo o ragazza esprime nei comportamenti violenza, quella violenza ha una causa che va individuata e possibilmente rimossa. Se un alunno non riesce a star calmo nel suo banco  c'è qualcosa che disturba il suo fisico e l'autocontrollo e  bisognera aiutare  il ragazzo a individuarne le cause. Se un ragazzo non riesce ad esercitare la volontà e  non si impegna nello studio, bisogna sapere che la volontà non è capacit...

LA SCUOLA SPESSO TRADISCE LA COSTITUZIONE

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  Una Scuola che afferma la necessità di "un percorso tutto in salita che chiede impegno e volontà "; una Scuola che chiede di puntare alle competenze e al merito e che accusa DI DEBOLEZZA le famiglie e PUNISCE i ragazzi svogliati, è una Scuola che non conosce la psicologia dell' educazione e può DANNEGGIARE LA VITA DI MOLTI ALUNNI. I ragazzi non sono macchine che possono rispondere a comando: l'esercizio della volontà e di tutte le capacità di un essere umano non è qualcosa di automatico, in quanto ogni alunno è un essere umano in evoluzione. Sì, è necessario prendere coscienza che c'è un processo evolutivo in atto che li trasforma giorno per giorno e che crea in loro bisogni e sentimenti sempre nuovi di cui la Scuola non può non tener conto. La volontà, della cui mancata applicazione si dà spesso colpa ai ragazzi, è una delle capacità intellettive più importanti che la scuola deve aiutare a sviluppare. Lo diceva anche Socrate un po' di tempo fa. Le co...

PROCIDA SOTTO CHOCK

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Procida via Marcello Scotti Procida sotto shock per il grave incidente accaduto pochi giorni fa,  che ha causato il ferimento grave di una mamma e una bambina, trasportati d'urgenza alla Schiano con elicottero.  L'ennesimo incidente dovuto alla velocità e i pedoni sempre in pericolo, perché la maggior parte delle strade dell'isola sono strette e prive di marciapiedi o di corridoi pedonali.  Il Sindaco lo sta ripetendo da  tempo ed ha posto il divieto di superare i 20 km all'ora. Ma i cittadini sembrano non prendere sul serio tale divieto e finanche le bici elettriche  sono diventate scatenate nella velocità, costituendo anche loro un reale pericolo. Una psicologa, giunta questa estate nell'isola, è rimasta molto pensosa  e perplessa di fronte a questo fenomeno della velocità nelle strade: "Un isola così piccola con distanze limitate, perché correre sapendo che la velocita è pericolosa sempre per chi guida e per i pedoni?" Sicuramente una risposta dovrà ess...