CHUARA LUBICH: LA FRATERNITA IN POLITICA
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| Chiara Lubich (1920.2008) |
Non è un nuovo partito, ma il portatore di una cultura e di una prassi politiche nuove. Cambia il metodo della politica.
Pur rimanendo fedele alle proprie autentiche idealità, il politico dell'unità ama non solo i politici del suo partito, ma tutti gli altri politici, cercando di vivere in comunione con tutti.
Fa questo nei consigli comunali, nei partiti, nei diversi gruppi di iniziativa civica e politica, nei parlamenti nazionali e regionali.
L'unità, così vissuta, è portata come fermento anche tra i partiti stessi, nelle istituzioni, in ogni ambito della vita pubblica, nei rapporti tra gli Stati.
Lo scopo specifico del Movimento dell'Unità è dunque: aiutare ed aiutarsi a vivere sempre nella fraternità; per essa credere nei valori profondi, eterni dell'uomo e solo dopo muoversi nell'azione politica...
Per il politico dell'unità la scelta dell'impegno politico è un atto d'amore con il quale egli risponde ad una autentica vocazione, ad una chiamata personale. Egli vuole dare risposta ad un bisogno sociale, ad un problema della sua città, alle sofferenze del suo popolo, alle esigenze del suo tempo.
Chi è credente, avverte che è Dio stesso a chiamarlo, attraverso le circostanze; il non credente risponde ad una domanda umana che trova eco nella sua coscienza: ma è sempre l'amore che entrambi immettono nella loro azione.
In secondo luogo, il politico dell'unità prende coscienza che la politica è, nella sua radice, amore; e ciò porta a comprendere che anche l'altro, l'avversario politico, può aver compiuto la propria scelta per amore.. E questo esige che lo si rispetti, che si comprenda l'essenza del suo impegno, andando al di là dei modi in cui egli si esprime.
Il politico dell'unità ha a cuore che anche il suo avversario realizzi il disegno buono di cui è portatore. Questo disegno, infatti, se risponde ad una chiamata, ad un bisogno vero, è parte integrante di quel bene comune che solo insieme si può costruire.
Il politico dell'unità, dunque, ama non solo quelli che gli danno il voto, ma ma anche gli avversari; non solo il proprio partito, ma anche quelli altrui.
Un altro aspetto della fraternità in politica è...saper tacere per ascoltare tutti, anche gli avversari...In tal modo ci si "fa uno" con tutti, ci si apre alla loro realtà. E il "farsi uno" aiuta a superare i particolarismi, rivela aspetti delle persone, della vita, della realtà, che ampliano anche l'orizzonte politico: il politico che impara a farsi uno con tutti diventa più capace di capire e di proporre.
E, ancora, il politico dell'unità non può rimanere passivo davanti ai conflitti spesso aspri, che scavano abissi tra i politici e i cittadini; al contrario, egli compie il primo passo per avvicinarsi agli altri, il primo passo per riprendere la comunicazione interrotta, anche solo un piccolo gesto, un saluto ad esempio.
Creare la relazione personale dove essa non c'è, o dove ha subito un'interruzione, può significare, a volte, riuscire a sbloccare lo stesso processo politico: amare per primi, per il politico dell'unità, è un atto dovuto alla dignità della persona, ma che si trasforma anche in una vera e propria iniziativa politica, aiutando a superare pregiudizi e il gioco delle parti, che spesso paralizzano i politici in contrapposizioni inutili.
La fraternità, ancora, trova piena espressione nell'amore reciproco, di cui la democrazia, se rettamente intesa , ha una vera necessità: amore dei politici fra loro, e fra i politici e i cittadini.
Il politico dell'unità non si accontenta di amare da solo, ma cerca di portare l'altro, alleato o avversario, all'amore, perché la politica è relazione, è progetto comune.
Un'ultima delle nostre idee-forza è che la patria altrui va amata come la propria; la più alta dignità per l'umanità sarebbe infatti quella di non sentirsi un insieme di popoli spesso in lotta fra loro, ma per l'amore vicendevole, un solo popolo arricchito dalla diversità di ognuno, e per questo custode dell'unità delle differenti identità.
Ma tutti questi aspetti dell'amore politico, che realizzano la fraternità, richiedono sacrificio..."
Chiara Lubich
dal discorso "Fraternità e pace per l'unità dei popoli" tenuto al Palacongressi di Rimini il 22 giugno 2002

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