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MOLTI COMPITI PER CASA AGLI STUDENTI? UN ASPETTO ANACRONISTICO E DANNOSO PER I NOSTRI ALUNNI

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  Maria Montessori diceva che il tempo-scuola per i bambini doveva svolgersi nelle aule scolastiche o all’aperto quando il tempo lo permette e non a casa. Pertanto   a scuola si apprende e si sperimenta sotto l’occhio vigile e amorevole degli insegnanti. A casa si può completare un lavoro non terminato,   ma tutto deve avvenire nello spazio scuola. L’apprendimento   diventa in tal modo naturale e gioioso senza la paura dei voti o del registro.   Anche Don Milani   era convinto che tutto doveva avvenire nel tempo-scuola, intendendo per scuola l’esperienza più importante   per il ragazzo, senza voti e registri, senza interruzioni di sorta.   Il ragazzo doveva capire l’importanza dello studio e trasformare   tutti i momenti della giornata in momenti di apprendimento collettivo, dove gli alunni con più talento aiutavano i compagni più lenti. Nessuno doveva restare indietro e si andava avanti solo quando tutti avevano appreso e raggiunto gli...

Le INTELLIGENZE DEI NOSTRI ALUNNI

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  1- Intelligenza linguistica; 2- Intelligenza logico-matematica (collegata con l'attitudine scientifica); 3- Intelligenza spaziale (la capacita di formarsi un modello mentale di un mondo spaziale e di manovrare e operare utilizzando tale modello . marinai, ingegneri, scultori, pittori...); 4- Intelligenza musicale; 5- Intelligenza cinestico-corporeo (la capacità di risolvere problemi e di foggiare prodotti utilizzando il proprio corpo: ballerini atleti, chirurghi artigiani...); 6- Intelligenza interpersonale (la capacità di comprendere le altre persone, cosa le motiva come funzionano e e come fare per collaborare con loro: commercianti, politici, insegnanti, clinici, leader religiosi...); 7- Intelligenza intrapersonale (la capacità di crearsi un modello accurato e veridico di se stessi e di usarlo per agire efficacemente nella vita). Mi fermo alle più importanti perché se ne intravedono anche altre. La Scuola non può ignorare queste diverse intelligenze, per cui va modificato tu...

IL BIENNIO DELLE SUPERIORI SU UNA STRADA CHE FRANA

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  Sono anni che ci propongono rinnovamenti nelle scuole superiori ma sempre mantenendo inalterata la struttura antica: la classe, le materie, l'orario scolastico, spiegazioni, interrogazioni, i programmi ministeriali. Tutto sembra splendere all'esterno in una struttura di cristallo dove dentro, purtroppo, si. muore per asfissia. PERCHÉ nulla di sostanziale è cambiato. La cultura della cattedra delle interrogazioni e voti rimane inalterato. Il modello dominazione, con giudizi, punizioni e sensi di colpa, predomina, e le scuole  restano chiuse in una prigione di cristallo che sembra brillare fuori ma è "marcia" dentro.  Si ignorano infatti gli sviluppi scientifici psicopedagogici emersi negli ultimi 50 anni tra i quali la necessità della comunicazione empatica, del bene relazionale e le ultime ricerche sulle intelligenze multiple. Il primo anno delle superiori che dovrebbe essere l'anno dell' accoglienza, dell' accompagnamento,  del dar fiducia,  de...

I voti a scuola sono un pericolo molto grande

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  Nelle scuole per l'infanzia ed anche nelle medie p rima di tutto la centralità del bambino o del ragazzino, con i suoi tempi e i suoi ritmi. Poi la grande attenzione ai processi di autoformazione, un processo nuovo e veramente rivoluzionario collegato strettamente alla “mente assorbente” del bambino. Il bambino capta ciò che vede, ciò che osserva e possiede ciò che sperimenta attraverso un processo personale di analisi e di sintesi. Perché questo processo avvenga è necessario applicare i tre principi fondamentali del metodo: l’ambiente, il materiale scientifico di sviluppo (sensoriale prima, strutturato dopo), il maestro. Principi che diventano elementi fondanti del processo educativo. Avevo sempre intuito che se il bambino o il ragazzo non sente la mia stima o fiducia non si pone in connessione con me. Oppure se lui pensa che il maestro seleziona, controlla, classifica e punisce, inevitabilmente si crea una distanza con me insegnante ed è finita. I voti, in tal senso costituisco...

Mazze e panelli fanno i figli ...

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  A scuola o in famigli quando un ragazzo è refrattario alle regole, la parola punizione deve scomparire dal lessico educativo. Bisogna parlare invece di correzione e di necessità delle   regole. Soprottutto oggi in cui l'uso smodato dei nuovi mezzi della tecnologia informatica impazza, e il bullismo si estende dall'infanzia alla gioventù Spesso   le regole, soprattutto in famiglia, vengono confuse con la punizione e questo è un errore pedagogico molto grave, in quanto la punizione è privazione che porta sofferenza; la regola invece è acquisizione di comportamenti e di scelte   che portano equilibro, rispetto reciproco,   uguaglianza e armonia. Se nel gioco occorre un regolamento, e il ragazzo lo comprende e lo accetta,   anche il “gioco della vita” lì dove si è in più persone a condividere una scelta, un progetto, un evento, necessita di regole fondamentali. Nasce allora la domanda: Quando il ragazzo infrange le regole cosa   fa l’educatore? ...

La Scuola può distruggere o arricchire la vita dei nostri figli

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  Ogni ragazzo che entra nella Scuola merita accoglienza,   disponibilità, incoraggiamento e valorizzazione, in qualunque condizione psico-fisica egli si trovi. A tal fine ogni docente   considererà l’alunno una risorsa e non pietra di inciampo, anche nei casi estremi. Se nella società esistono disfunzioni, emarginazioni, comportamenti disarmonici o violenti,     inevitabilmente essi saranno presenti nella Scuola che è la prima grande esperienza sociale dei nostri figli. Pertanto i   docenti  sono chiamati primariamente   a farsi carico di tali disfunzioni, creando un vero rapporto educativo   con lo studente,  Un rapporto fatto di conoscenza reciproca, di condivisione, di ascolto e di ricerca comune. Sarà   fondamentale, poi,   progettare insieme il lavoro scolastico, stabilendo un’opportuna programmazione, regole comportamentali condivise, e realizzando così   quella necessaria dimensione di reciprocità ...

IL DOCENTE VERO EDUCATORE

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  Howard Gardner I docenti dovrebbero essere specialisti della valutazione, il cui compito dovrebbe essere quello di cercare di comprendere nel modo più delicato possibile quali sono le attitudini e gli interessi degli alunni di una scuola. E' molto importante che questi specialisti utilizzino degli strumenti di misura "intelligence-fair", cioè sensibili e rispettosi delle differenze di intelligenza. Dobbiamo essere in grado di analizzare in modo specifico e diretto le capacità spaziali, personali e via dicendo, e non limitarci, come avviene di solito, a guardare attraverso le lenti delle intelligenze linguistiche e logico-matematiche. Howard Gardner da H. Gardner, Educazione e sviluppo delle menti - intelligenze multiple e apprendimento - Erickson 2007