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Cristina De Stefano : IL MAESTRO E' IL BAMBINO Vita di Maria Montessori

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  Riportiamo alcuni punti fondamentali  della pedagogia della Montessori così come emergono dall'interessante biografia  di Cristina De Stefano per le edizioni Rizzoli. Tutto il sistema scolastico va cambiato, perché le sue premesse sono sbagliate. l'idea stessa del bambino a cui va insegnato qualcosa  è da combattere. "Nelle classi c'è il maestro faccendiere che travasa le cognizioni nelle teste degli alunni...per riuscire nella sua opera è necessaria la disciplina dell'immobilità, dell'attenzione forzata della scolaresca; e al maestro conviene poter maneggiare con larghezza premi e castighi, onde costringere a tale attitudine coloro che sono condannati ad essere suoi ascoltatori.” Il maestro invece   dirige senza imporre,   e “non deve stare seduto in cattedra e dar giudizi e voti. Scenda tra gli allievi, umilmente e faccia capire ai suoi allievi che studiare non consuma, non affatica, anzi nutre e sostiene.” Nel bambino sono nascoste   enormi ...

Molti bocciati anche quest'anno nel biennio delle superiori

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Si registra nel biennio di moltissimi Istituti Superiori   un momento  non facile, evidenziato anche da episodi di violenza efferata di studenti contri gli insegnanti. Si parla di "emergenza scuola" e anche di "sofferenza mentale" per gli studenti sottoposti fin dal primo anno ad un carico cognitivo molto alto, con conseguente crescita esponenziale nei primi due anni  di "non ammessi alla classe successiva" non solo per valutazioni negative ma anche per gli abbandoni e per le numerose assenze. In merito non si registrano molti dibattiti, non se ne discute ancora a livello nazionale, pochissime le inchieste sui giornali, né si osserva criticamente la linea pedagogica che gli istituti superiori attuano nel biennio iniziale. E molte famiglie sono lontane dai problemi scolastici dei loro figli per cui non comprendono il danno che viene provocato in essi.. In realtà  si è ingigantito quanto si registrava in una scuola severamente selettiva dove si bocciava alle...

SCUOLA SECONDARIA ITALIANA AL BIVIO

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La Scuola secondaria italiana sta vivendo un momento  non facile. Si parla di un "emergenza scuola" per gli istituti superiori, con una crescita esponenziale dei "non ammessi alla classe successiva" per gli abbandoni e per le numerose assenze. Varie le cause. Fra queste sicuramente il dato realistico di un sistema  scolastico pressoché immutato rispetto a quello varato agli inizi del novecento  quando la società era profondamente  diversa e i giovani di ieri  molto diversi da quelli di oggi. Inoltre erano anni in cui le ricerche pedagogiche e psicologiche sulla mente umana  muovevano i primi passi, nonostante la Montessori avesse già indicato la necessita di modificare l'assetto della scuola dell'infanzia e delle primarie.  Solo con  Carl Rogers  si iniziava a comprendere qualcosa di più sulla struttura mentale di ogni individuo e del valore grande che poteva avere  nello sviluppo intellettivo e nella comprensione cognitiva la dimensione...

BOCCIATI AD IOSA NELLE PRIME CLASSI DELLE SUPERIORI

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  E’ vergognoso che il più alto numero di bocciati nelle Scuole superiori, avvenga nella prima classe. Non solo è vergognoso ma è anche incostituzionale perché ci troviamo nella fascia dell'obbligo e, come tale, la Scuola DEVE essere "scuola per tutti e a misura di ciascuno", DEVE farsi carico di ogni alunno e DEVE primariamente aiutare i ragazzi in difficolta; aiutarli in una fase delicatissima della loro vita (dai 12 ai 16 anni si parla di una seconda nascita), aiutarli a non perdere fiducia in loro stessi e a sviluppare l'interesse per la scuola e il proprio intelletto. A meno che un ragazzo non dica "Io non voglio andare più a scuola ma voglio lavorare" (ed anche in questo caso la Scuola dovrebbe far di tutto per capire se ci sono ancora possibilità di integrazione) la Scuola superiore nel primo anno, così come si lavora con onestà e responsabilità nelle Medie, farà di tutto per accogliere lo studente per metterlo a proprio agio e seguirlo nel suo o...

MARIA MONTESSORI: FARE LA FELICITA' DEL BAMBINO

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  Maria Montessori sostiene la necessità di ripensare in modo radicale  i rapporti tra le generazioni e in particolare quello con i bambini. Lei comprende che per millenni l'adulto ha messo in atto  il principio di dominazione, la lotta contro il bambino, in una sopraffazione sistematica a cui ha dato il nome di educazione. E' quindi necessario andare verso qualcosa di nuovo e scrive: "Quello che è necessario è trasformare l'animo dell'adulto. Modificare l'adulto e i suoi rapporti col bambino, E dopo questo noi avremo fatto la felicità del bambino, avremo imparato da lui qualche cosa che egli non ci può insegnare se noi non lo lasciamo libero di insegnarcela, la via del regno dei cieli: La pace, il risorgimento del nostro cuore, la risoluzione dei problemi che danno tristezza al nostro animo e che lo elevano al piano superiore, il trionfo della vita spirituale sopra la vita materiale," DA CRISTINA DE STEFANO IL MAESTRO E' IL BAMBINO  RIZZOLI 2020

"M'illumino di classico" performance artistica degli allievi e allieve del Liceo classico D. Alighieri di Ravenna

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  Ci vuole coraggio oggi per portare la Scuola italiana fuori dalle secche meritocratiche in cui spesso cade, dimenticando quanto dice Howard Gardner: “La scuola deve aiutare   gli alunni tutti a sviluppare la loro intelligenza”. Infatti  è nello sviluppo delle molteplici intelligenze che si genera il pensiero e lo sviluppo delle singole capacità, diverse in ogni allievo. Noi auspichiamo che dovunque possa esserci una Scuola che aiuta , che si pone accanto ad ogni alunno cercando di dargli fiducia   e stima, e non una scuola che punti al merito, ma all'uguaglianza nelle diversità E’ quanto sta tentando di fare il Liceo    Dante Alighieri di Ravenna guidato dalla Preside Giuseppina Di Massa, in una ricerca attenta   delle cause che ostacolano l’apprendimento e che determinano spesso   nei primi anni l’abbandono scolastico,   con l’attuazione di proposte laboratoriali innovative, rompendo gli schemi angusti e oppressivi di una scuola che inco...

UNA SCUOLA E' VERAMENTE SCUOLA SE...

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  Parlando della scuola, Don Milani diceva: "Io sono qui come un contadino. Un contadino non può avere fretta che una pera maturi." Voleva, con questa frase, farci capire che a scuola noi lavoriamo con persone e ogni persona è diversa da tutte le altre e nell'insegnamento non si può aver fretta, perché il ritmo di apprendimento non è uguale per tutti. Se le pere di un albero non maturano tutte nello stesso tempo, come si può pensare che tutti gli alunni debbano rispondere alle nostre sollecitazioni di apprendimento secondo quelli che sono i nostri progetti e le nostre previsioni? Una scuola che ha fretta e pretende dai ragazzi le risposte in tempi prestabiliti non è più una scuola, perché la scuola "aiuta ogni alunno a sviluppare le sue capacità intellettive a partire da una situazione iniziale diversa per ognuno e secondo tempi diversi." Un docente, quindi, accoglie e si prende cura di ogni suo allievo e cerca di aiutarlo a maturare le sue capacità inte...