E’ A RISCHIO NELLE NOSTRE SCUOLE LA SALUTE MENTALE DEI NOSTRI STUDENTI

 


E’ A RISCHIO NELLE NOSTRE SCUOLE LA SALUTE MENTALE DEI NOSTRI STUDENTI

Sfogliando i libri dei nostri studenti che frequentano le superiori mi sono reso conto che è in atto una realtà scolastica che rasenta la follia e che  mette in pericolo la sanità mentale dei nostri studenti, perché inducono nella mente dei nostri adolescenti un eccessivo peso di contenuti e conoscenze, molto superiore alla loro reale portate.

Sembra che la Scuola dica : “Se vuoi diventare qualcuno se vuoi primeggiare nel campo se vuoi domani trovare lavoro, oggi  devi rimpinzarti il più possibile di notizie contenuti e conoscenze così come i programmi prevedono per tutte le discipline .”

Lo aveva denunciato a voce alta e con dolore  il premio Nobel Albert Camus osservando  questo atteggiamento disumano di molte scuole, affermando che purtroppo si tenta di rimpinzare i nostri studenti come se fossero oche.

Lo testimoniano palesemente gli editori dei libri scolastici che, che per essere al passo delle esigenze ministeriali,  presentano dei libri ben fatti,  ma sempre più  ampi e ricchi di contenuti,  doviziosamente perfetti  ma con una mole sconcertante di notizie, fatti, argomenti,  da produrre realmente negli studenti indigestioni  pericolose.

Basta prendere in mano il primo volume di un  trittico della "Storia dell’arte" ad uso nel terzo anno dei licei. Ci troviamo davanti un vero e proprio trattato  enciclopedico con centinaia e centinaia di pagine e con un numero infinito di dipinti sculture palazzi descritti con grande precisione e cura.

Secondo quale logica pedagogica uno studente di un terzo liceo deve avventurarsi nel corso dell’anno scolastico, solo per una materia,  in questa vastità  di opere, accompagnate da  meticolose notizie storiche, strutturali e artistiche. E ugualmente per le altre discipline. E’ questo che deve fare la scuola?

Posso sbagliarmi ma penso proprio di no, perché come afferma Mattia Ferrari la scuola non deve provocare sofferenza mentale nei nostri studenti.

E se i genitori non hanno la forza di difendere la salute mentale dei loro figli, chi potrà mai farlo?

Pasquale Lubrano Lavadera

29-10-44

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