IL RISPETTO PER I DOCENTI
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| Foto da Robot.Exstrabladet.dk |
Il rispetto per i docenti sempre, da parte delle famiglie e da parte degli alunni e alunne.
Rispetto, però, che non significa condivisone di metodi e di scelte di un docente che non mostra sensibilità e attenzione verso il non facile mondo dei nostri adolescenti, che vivono forse la più delicata stagione della loro vita.
Un docente o una docente che, nel rapportarsi con studenti e studentesse di Istituto superiore, non tiene conto del difficile passaggio dall'infanzia alla gioventù, nella non sempre facile ricerca di un proprio io, manca di rispetto verso gli allievi e le allieve, perché non tiene conte che lo sviluppo delle capacita intellettive di una persona, come afferma Carl Rogers, emergeranno pian piano negli anni con ritmi diversissimi da un alunno all'altro.
Come pure non dovrebbe mai esserci comparazione tra alunno e alunno, perché ogni essere umano è unico e irripetibile e pertanto il sistema dei voti a scuola può trasformarsi in una deriva competitiva pericolosissima. Lo diceva con convinzione Maria Montessori.
In tali casi i genitori dovrebbero avere il coraggio di intervenire presso i docenti e "con rispetto" far loro capire che senza un leale, corretto ed onesto "rapporto educativo" teso a costruire quel "bene relazionale", senza il quale nessun rapporto educativo risulta valido e produttivo, la Scuola non esiste ancora.
Purtroppo in molte scuole, (non tutte per fortuna), soprattutto negli istituti superiori, il docente, sulla falsa riga dei docenti universitari, entrano in classe donano la loro dotta lezione, assegnano le pagine da studiare e poi procedono alle interrogazioni. Dimenticando che quelle persone che siedono nei banchi sono esseri umani che vivono la crisi della propria età, con emozioni e sentimenti che dominano il processo evolutivo e con riflessi nel processo di apprendimento.
Si dimentica del tutto che quei ragazzi e ragazze che siedono nei banchi hanno bisogno di una relazione ricca di accoglienza, di stima, di fiducia, di condivisione, di ricerca comune, affinché possa innestarsi in ciascuno/a di loro quel processo di maturazione capace di sviluppare le capacità intellettive necessari al lor sviluppo intellettivo.
Se questo ancora avviene, purtroppo in numerosi istituti, sarebbe necessario che il Ministero dell'Istruzione aggiornasse la formazione dei docenti i quali, forse inconsapevolmente, seguono schemi scolastici superati dallo sviluppo della "psicologia dell'educazione", che ha avuto un impennata solo nella seconda metà del novecento e che non è ancora diventato patrimonio condiviso della classe dei docenti e delle docenti.
Pasquale Lubrano Lavadera

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