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LE NECESSARIE LIMITAZIONI DEL DOCENTE NELLA SCUOLA

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In una scuola che educa, affinchè  gli studenti acquistino autonomia, responsabilità,  capacità di prendere posizione, capacità di comunicare, libertà e creatività, dominio di sé nei conflitti, accettazione di sé, risulta  necessario che il docente ponga a se stesso alcune limitazioni comportamentali: A- Rinunciare a esercitare un alto grado di guida e di direttività; B- Moderare la disistima di fronte a comportamenti  non adeguati, concedendo sempre la possibilità di sbagliare e correggersi; c- Non imporre il proprio comportamento sociale ed emotivo,  ma lasciare che l'alunno scelga il proprio modo di rapportarsi con gli altri e come dominare i propri sentimenti. Il docenti fa una proposta ma poi lascia allo studente la libertà  di percorrere il proprio cammino. Solo alla fine ci sarà il confronto tra la proposta, l'attuazione e i risultati raggiunti. Pasquale Lubrano Lavadera

Scopi dell'educazione secondo Rogers

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  Per educazione si deve intendere l'avvenimento che si svolge fra due o più persone, caratterizzato dalla promozione o dalla modificazione delle esperienze e del comportamento dell'uomo. Gli insegnanti e gli educatori devono stabilire quale tipo di educazione e quali scopi educativi intendono realizzare. Seguendo la formulazione di Rogers possiamo indicare questi scopi: 1) Giungere a comportamenti che aiutano l'uomo ad essere libero  senza ostacolare gli interessi della comunità; 2) Eessere capaci di  agire con responsabilità nelle proprie azioni; 3) Apprendere in modo critico e saper prendere posizioni, al momento opportuno, di fronte ai contributi degli altri; 4) Di fronte ai tanti problemi che si affacciano nella vita, essere capaci di risolverli adeguatamente; 5) Essere capaci di comunicare agli altri le proprie esperienze, i propri pensieri, le conoscenze in maniera chiara e ordinata; 6) Non essere rigidi ma flessibili e attenti di fronte a nuove situazioni e nuovi ...

CHIARA LUBICH: PER LA PACE UN IMPEGNO MAGGIORE PER I PIU' BISOGNOSI

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  CHIARA LUBICH (1920-2008) Il piano di Dio sull'umanità è la fraternità, che è possibile fra persone di ogni popolo, fede e cultura, perché l'amore fraterno è scritto nel DNA di ogni essere umano.    Ma la fraternità che ci unisce, anche come credenti di varie religioni, ci impone, oggi più che mai, dei compiti precisi, indicandoci nuove strade.    Nella lotta contro i mali presenti non c'è solo un nemico esterno che si nasconde, ma anche un nemico interiore che si annida nelle nostre coscienze. E' quello che ci porta a compiere scelte - private e pubbliche -   e ad adottare stili di vita che creano o alimentano l'ingiustizia, la povertà, il sottosviluppo. Per combattere questo nemico occorre una vera conversione, una revisione di vita.    Le enormi risorse spirituali e morali che possono scaturire dal sentimento religioso devono essere convogliate nel campo delle relazioni umane e tradursi in azioni impegnative tali da influenzare positiva...

LAURA MANCINELLI : MORIRE E RINASCERE

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  Laura Mancinelli Forse è vero che si nasce una volata sola, ma nel corso della vita si muore più di una volta. Più di una volta si precipita nel buco nero della disperazione che io chiamo morte, il pozzo buio in cui ci tiene incatenati la stanchezza di vivere o un troppo grande dolore. Ne ho fatto esperienza io stessa, due volte, quando sono morte le persone che più ho amato nella vita. E due volte sono rinata. Sono riemersa a fatica dal buco nero della non esistenza, non da sola, ma soccorsa sempre da qualcuno o da qualcosa. Una mano tesa che mi ha aiutata a risalire in superfice, per provare ancora il sapore della vita e la gioia di esistere. Non significa dimenticare, sfuggire il dolore, ma al contrario accettare di soffrire, trasformare il ricordo di ciò che si è perduto in impulso a vivere e continuare ad amare. Sono molte le cose e le persone che contribuiscono a questo rinascere , e di parte di esse non abbiamo consapevolezza. E forse resteranno sempre nell’ombra. ...

Alla nascita riceviamo in eredita il bene e il male del passato

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  Laura Mancinelli e Claudio Magris Con l'ampliarsi della sfera di conoscenza e comunicazione delle vicende umane, che è il grande vanto dei nostri giorni, si amplia anche l'ambito delle nostre colpe. I genocidi commessi e che si continuano a commettere non sono più cosa che riguarda solo chi li opera: l'averne fatto conoscenza ci coinvolge tutti nella colpa, anche se individualmente  non ne siamo responsabili. L'ampliarsi della comunicazione dovrebbe condurre alla consapevolezza dell'esperienza collettiva, nel bene e nel male, alla coscienza che  di tutto ciò che si compie, di ogni nostra azione anche minima, nulla va perduto e tutto confluisce nella memoria che ci viene affidata come eredità inconscia all'atto della nostra nascita Laura Mancinelli da Laura Mancinelli, Andante con tenerezza, Einaudi 2002

Laura Mancinelli: Chi era accanto a Dante mentre scriveva la COMMEDIA?

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  Alessandro Sperduti è DANTE nel film omonimo di Pupi Avati Nella Divina Commedia non c'è solo l'opera di Dante, c'è il coro dei suoi contemporanei, non soltanto fiorentini, e di tutto un passato, senza il quale i versi, che hanno salvato la coscienza di un uomo ridotto a un numero, non sarebbero stati possibili.  In quei versi  sono presenti tutti i gesti e le azioni, anche minime, di chi ha cotto il pane per lui e gli ha permesso di vivere. Quei gesti e quelle azioni, umili e in se stesse dimenticate, fanno parte del nostro patrimonio culturale collettivo. Laura Mancinelli da Laura Mancinelli, andante con tenerezza, Einaudi 2002

COME USCIRE DALLA CRISI CULTURALE DI OGGI

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Di fronte agli scenari di guerra e di violenza che stanno dilaniando popoli interi, si parla spesso della crisi della cultura e si fanno tante analisi, e si annunciano proposte, alcune condivisibili altre no. In tale panorama sento l'urgenza di sottoporre all'attenzione di tutti due esperienze legate a due personaggi che hanno segnato la cultura italiana nel secondo novecento. La prima è intimamente legata a Eugenio Scalfari, il fondatore di "La Repubblica" un giornale che si è imposto sulla scena italiana e che ha perseguito obiettivi culturali ben precisi. Si possono condividere o meno, ma è innegabile che essi hanno portato un grande fermento di idee innovative in campo giornalistico e non solo. Il progetto non si è limitato al giornale ma ha creato spazi di confronto con grandi manifestazioni nazionali nelle nostre città, ha promosso letteratura, pedagogia, filosofia spettacolo ... Ma tutto ciò non sarebbe bastato, dal punto di vista culturale, se non ci fosse st...