LA MENTALITA' DEL BUSINESS FUORI DALLE NOSTRE SCUOLE

 


La leadership è ormai diventata una parola sacra della nuova religione del capitalismo del XXI secolo. Non c'è dipartimento universitario che non abbia almeno un corso di Leadership. 

Anche gli ambienti ecclesiali ne sono abbagliati e ammaliati...C'è qualcosa di veramente  importante e preoccupante, se cerchiamo di proiettarci nel futuro prossimo. Mi riferisco  alla presenza della cultura della leadership nel "mondo della scuola"....La mentalità del  business  e della consulenza  dalle grandi aziende  sta migrando ovunque e quindi entrando pesantemente  nel mondo della scuola, e non escludo che a breve si estenda anche nelle scuole primarie.

Il cambiamento, infelice, del nome del ministero dell'Istruzione (e "del merito") aveva già segnalato un cambiamento significativo di cultura educativa nel Paese, perché la meritocrazia e la leadership sono due facce della stessa medaglia: il leader è diverso dal vecchio "dirigente" o "capoufficio" perché il leader deve "meritarsi" la sequela dei suoi "dipendenti" che devono diventare followers - attenti ai linguaggi dei social su questo - che quindi seguono i loro capi non per i vecchi strumenti della gerarchia, ma solo per intima convinzione e seduzione.

Se la scuola inizia prima a distinguere e poi a dividere gli studenti in leader e followerr, si inizia a minare alle fondamenta il primo pilastro dell'educazione dei bambini, delle bambine e dei giovano, vale a dire la riduzione nell'aula delle disuguaglianze naturali e sociali per poter creare quella comune cittadinanza essenziale ad ogni patto sociale e per ogni democrazia.

A scuola i ragazzi e le ragazze devono imparare ad essere compagne e compagni di tutti, di chi ha ricevuto più talenti e chi ne ha meno, perché la fraternità civile inizia nelle aule scolastiche, e solo dopo in quelle del  Parlamento.

Esistono già meccanismi per differenziare i "meriti" scolastici che si chiamano giudizi e voti, e tutti in classe sanno chi sono i compagni più bravi e quelli che lo sono meno o che sono più bravi in altre discipline o attività: la molteplicità delle discipline e la pari dignità tra loro, e la pari dignità tra di loro, è anche  uno strumento essenziale per valorizzare i meriti di tutti nella classe.

Se invece  a queste disuguaglianze inevitabili di talenti e di opportunità iniziamo ad aggiungere anche le doti di leadership, che avrebbero solo alcuni (i leader sono, per definizione, sempre meno dei follower), le disuguaglianze cresceranno sempre di più fino a distruggere la convivenza civile, o a farla diventare qualcosa di finto e/o irrilevante.

Il mondo della scuola deve attrezzarsi di più, molto di più, per riconoscere i nuovi pifferai magici che girano in cerca di nuovi seguaci: altrimenti, un giorno, potremmo svegliarci e scoprire che tutti i nostri ragazzi hanno lasciato il villeggio, incantati da quel suono seducente e gentile.

Luigino Bruni


da "Tre sfide e una premessa" di Luigino Bruni da "Futuro" a cura di Giulio Meazzini, Città Nuova editore  2025

Commenti

Post popolari in questo blog

IL VOTO DI CONDOTTA NELLA SCUOLA DELL'OBBLIGO VA ELIMINATO

LA SCUOLA SPESSO TRADISCE LA COSTITUZIONE

L'attualità della PACEM IN TERRIS