I COMPITI A CASA DOVREBBERO ESSERE FACOLTATIVI

 

Imporre di fare i compiti a casa quando l'alunno non ha ben compreso l'argomento, per cui non è in grado di svolgerli da solo, senza l'aiuto dei genitori o di un professore privato,  è una violenza in quanto si chiede a un alunno qualcosa che egli NON CONOSCE ANCORA BENE.

Qualcuno dirà che si è sempre fatto cosi, ebbene si è sempre sbagliato. In questi casi il docente sta violando il principio costituzionale che sottolinea l'impegno  del docente di "rimuovere gli ostacoli che impediscono ad un alunno l'apprendimento".

Se un docente assegna compiti all'alunno senza aver verificato  preventivamente la sua competenza nello specifico argomento, egli sta ponendo all'alunno altri ostacoli e quindi  gli sta impedendo  di progredire nella conoscenza e nella stima di se stesso.

I compiti a casa dovrebbero, pertanto,  essere facoltativi e  vanno assegnati solo quando  il docente è sicuro che l'alunno ha compreso l'argomento inerente agli esercizi assegnati. 


Pasquale Lubrano Lavadera 29/10/44

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