LA MAESTRA CHE NON DA' COMPITI A CASA
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Il giornalista Andrea Alberizia di Ravenna ha intervistato una maestra di scuola Elementare, sul metodo e sul valore dei compiti a casa, Riportiamo alcuni stralci delle sue risposte:
La lezione frontale con la maestra in cattedra rivolta ai banchi è molto medievale. I bambini hanno bisogno di essere ascoltati, di parlare e di imparare fra loro.
Adotto il metodo del lavoro in gruppo...Ci sono le isole di banchi con 4 o 5 bambini e poi la cattedra di tutti dove appoggiare le cose. per ogni isola una cassettina dove teniamo matite, colori, forbici, tutto il materiale in comune perché si deve costruire una comunità...deve essere chiaro che tutto appartiene a tutti.
Credo che i bambini abbiamo una grande agilità mentale e quando incontrano novità sanno destreggiarsi, sanno adottare le capacità intellettuali. L'autonomia non si crea con i compiti a casa, anzi si possono creare mostri. Nel lavorare insieme a scuola c'è un rinvio all'uguaglianza sociale, perché gli ambienti familiari non sono tutti uguali. Ci sono genitori con formazioni diverse, e anche genitori semianalfabeti.
Facciamo tutto a scuola con collaborazione e condivisione e...impariamo tutti. A casa sono poi liberi di fare quello che desiderano. Io consiglio sempre la biblioteca.
So che i bambini usano i videogiochi, ma anche se dessi i compiti, c'è sempre quello più bravo che li fa bin dieci minuti e poi prende i videogiochi, oppure quello che non li fa affatto.
Per l'estate non do mai compiti. Se sono giorni di vacanza, il loro senso è vacare, oziare, rigenerarsi, avere tempo libero. Poi ognuno è libero di fare i compiti se vuole, ma facoltativamente.
da Andrea Alberizia, "La maestra che non dà compiti a casa" Ravenna &Dintorni News 6-12 giugno 2019

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