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QUANDO LA SCUOLA BOCCIA I "DELINQUENTI"

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Ho insegnato in una scuola media situata nella periferia di una grande metropoli.  Il primo giorno di scuola entrando in una prima media restai agghiacciato   dall'immagine che mi si presentò davanti agli occhi.  Nei primi banchi ragazzini e ragazzine undicenni timidi e insicuri che iniziavano il primo anno di scuola media e negli ultimi banchi sei o sette ragazzi di grande statura con muscoli  bene in evidenza capelli impomatati e sguardo arcigno Dopo essermi presentato chiesi a ciascuno di dirmi qualcosa della loro vita e come affrontavano il nuovo anno scolastico. Balbettii appena udibili dai primi banchi  e sonore affermazioni dagli ultimi banchi: "Siamo ripetenti, a sedici anni saremo liberi di non venire più." Intuii subito che  in quella scuola non era ancora arrivata la nuova visione della scuola dell'obbligo: "Una scuola per tutti e a misura di ciascuno  impegnata a rimuovere gli ostacoli che impedivano a tanti ragazzi di seguire un norma...

Marshall B. Rosemberg: Gli alunni sono esseri umani e non sedie

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  Negli anni in cui sono stato consulente di insegnanti, amministratori scolastici e genitori negli Stati Uniti, ho sperimentato una crescente disperazione. Ho visto troppi studenti finire la scuola senza aver appreso le sottili sfuggenti, importanti ragioni per cui sono nati uomini e non sedie. Mi rammarico per gli studenti stessi quando osservo questo mancato sviluppo e mi rammarico per la nostra società. Nel corso della mia vita ho visto il mio paese impegnato in diverse guerre. Osservo la nostra aria inquinata, le nostre risorse  naturali che vengono distrutte, le minoranze oppresse e migliaia di persone che in questa "terra di abbondanza", vanno a letto ogni sera affamate. In parte, associo queste catastrofe al fallimento delle nostre scuole, incapaci di educare le persone ad agire individualmente e volontariamente in base alle loro responsabilità e capacità personale. Temo che gli studenti, dopo aver trascorso sei ore al giorno per circa dodici anni della loro vita a se...

L'attualità della PACEM IN TERRIS

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  La Pacem in terris, indirizzata non soltanto ai cattolici  ma “a tutte le persone di buona volontà” fu firmata e resa pubblica l’11 aprile 1963, nel giorno del giovedì santo. In essa papa Giovanni parlava  in modo molto eloquente della “necessità urgente di porre fine  alla corda agli armamenti” e sosteneva  che la pace fra Est e Ovest era possibile nonché indispensabile; le armi nucleari andavano messe al bando e fra i singoli stati si dovevano stipulare accordi capaci di condurre gradualmente alla eliminazione di tutte le altre armi. La chiesa aveva tollerato secoli di guerra, pur adoprandosi per mitigarne le conseguenze  più gravi, ma ora papa Giovanni XXIII dichiarava che gli strumenti bellici avevano raggiunto un tale grado  di perfezione tecnica che “ è irrazionale sostenere che la guerra può essere considerata un mezzo idoneo per riparare alla violazione di un diritto”. Egli non era d’accordo con quanti affermavano che la costruzione de...

Philippe Besson: Non ci si sbarazza mai della propria infanzia.

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  Oggi quando incontro dei bambini sulla spiaggia, quando li vedo correre tra le dune o sdraiarsi sulla pietra calda del muretto che funge da diga, sorrido. Mi ricorso che sono stato come loro, la spensieratezza, la leggerezza, il sole.  Non ci si sbarazza mai della propria infanzia. Soprattutto se è stata felice                                                                                 Philippe Besson Philippe Besson, Non mentirmi, Guanda 2017

Mario Lodi: Quel mio primo giorno di scuola da maestro

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  Mario Lodi (1922-2014) "Mentre parlavo, uno dei bambini si alzò dal suo banco e andò  a guardare cosa succedeva sui tetti di fronte. A poco a poco anche gli altri fecero lo stesso. E allora mi domandai: lasciar fare o reprimere? Così mi alzai, e insieme a loro mi misi a guardare il mondo dalla finestra."                                                                                    Mario Lodi da "Mario Lodi" 2024 a cura di Lorenzo Cantatore, Juri Meda, Francesco Tonucci, Corriere della Sera I grandi maestri.

IL BAMBINO AL CENTRO DI OGNI PROCESSO EDUCATIVO - IL METODO MONTESSORI OGGI

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GIOVANNA CERRUTI SCHIAFFINO Intervista a Giovanna Cerruti Schiaffino Un’ordinanza ministeriale auspica la presenza, in tutte le scuole italiane, di sezioni che adottano il Metodo Montessori. Tuttavia essa non ha trovato ancora grande applicazione in quanto sono necessari insegnanti che siano qualificati per tale metodo. La qualcosa non sempre c’è. Non così in altre nazioni europee e nel mondo dove la presenza di scuole con tale indirizzo educativo sono molto più diffuse. Nell’ambito del progetto “Procida-Il mondo salvato dai ragazzini – Elsa Morante” ideato e curato dall’Associazione culturale Kolibrì, in collaborazione con il Comune di Procida, la rivista nazionale Andersen e l’Associazione Agita, e realizzato nelle scuole dell’isola durante l’anno scolastico 2017-2018 con lo scopo di stimolare attraverso laboratori creativi e incontri con autori di libri per ragazzi l’amore per la lettura, abbiamo incontrato l’insegnante Giovanna Cerruti Schiaffino   cofondatrice di AN...

E’ A RISCHIO NELLE NOSTRE SCUOLE LA SALUTE MENTALE DEI NOSTRI STUDENTI

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  E’ A RISCHIO NELLE NOSTRE SCUOLE LA SALUTE MENTALE DEI NOSTRI STUDENTI Sfogliando i libri dei nostri studenti che frequentano le superiori mi sono reso conto che è in atto una realtà scolastica che rasenta la follia e che   mette in pericolo la sanità mentale dei nostri studenti, perché inducono nella mente dei nostri adolescenti un eccessivo peso di contenuti e conoscenze, molto superiore alla loro reale portate. Sembra che la Scuola dica : “Se vuoi diventare qualcuno se vuoi primeggiare nel campo se vuoi domani trovare lavoro, oggi   devi rimpinzarti il più possibile di notizie contenuti e conoscenze così come i programmi prevedono per tutte le discipline .” Lo aveva denunciato a voce alta e con dolore   il premio Nobel Albert Camus osservando   questo atteggiamento disumano di molte scuole, affermando che purtroppo si tenta di rimpinzare i nostri studenti come se fossero oche. Lo testimoniano palesemente gli editori dei libri scolastici che, che per...