Marshall B. Rosemberg: Gli alunni sono esseri umani e non sedie

 


Negli anni in cui sono stato consulente di insegnanti, amministratori scolastici e genitori negli Stati Uniti, ho sperimentato una crescente disperazione.

Ho visto troppi studenti finire la scuola senza aver appreso le sottili sfuggenti, importanti ragioni per cui sono nati uomini e non sedie.

Mi rammarico per gli studenti stessi quando osservo questo mancato sviluppo e mi rammarico per la nostra società.

Nel corso della mia vita ho visto il mio paese impegnato in diverse guerre. Osservo la nostra aria inquinata, le nostre risorse  naturali che vengono distrutte, le minoranze oppresse e migliaia di persone che in questa "terra di abbondanza", vanno a letto ogni sera affamate.

In parte, associo queste catastrofe al fallimento delle nostre scuole, incapaci di educare le persone ad agire individualmente e volontariamente in base alle loro responsabilità e capacità personale.

Temo che gli studenti, dopo aver trascorso sei ore al giorno per circa dodici anni della loro vita a seguire ciecamente le autorità e le convenzioni, non siano capaci di sviluppare l'integrità personale necessaria per agire consapevolmente e responsabilmente.

Quello che mi dispiace ancora di più e che vedo molti insegnanti contribuire volontariamente a questo processo perché loro stessi sono stati indottrinati a credere che "Semplicemente ci sono cose  che dovete fare, vi piaccia o no" oppure "Dovete fare quello che noi riteniamo giusto..." ecc.

Credo invece che , se nel periodo in cui i ragazzi sono a scuola, potessimo aiutarli a capire perché sono esseri umani e non sedie, essi sarebbero maggiormente capaci di tenere quel comportamento individuale responsabile di cui la nostra società necessita per rimediare ai danni che risultano da queste guerre catastrofiche e per prevenire altre simili catastrofi nelle generazioni future.

Marshall B. Rosenberg


da Educazione reciproca di Mashall B. Rosemberg Edizioni Esserci 2009

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