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BOCCIATI AD IOSA NELLE PRIME CLASSI DELLE SUPERIORI

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  E’ vergognoso che il più alto numero di bocciati nelle Scuole superiori, avvenga nella prima classe. Non solo è vergognoso ma è anche incostituzionale perché ci troviamo nella fascia dell'obbligo e, come tale, la Scuola DEVE essere "scuola per tutti e a misura di ciascuno", DEVE farsi carico di ogni alunno e DEVE primariamente aiutare i ragazzi in difficolta; aiutarli in una fase delicatissima della loro vita (dai 12 ai 16 anni si parla di una seconda nascita), aiutarli a non perdere fiducia in loro stessi e a sviluppare l'interesse per la scuola e il proprio intelletto. A meno che un ragazzo non dica "Io non voglio andare più a scuola ma voglio lavorare" (ed anche in questo caso la Scuola dovrebbe far di tutto per capire se ci sono ancora possibilità di integrazione) la Scuola superiore nel primo anno, così come si lavora con onestà e responsabilità nelle Medie, farà di tutto per accogliere lo studente per metterlo a proprio agio e seguirlo nel suo o...

MARIA MONTESSORI: FARE LA FELICITA' DEL BAMBINO

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  Maria Montessori sostiene la necessità di ripensare in modo radicale  i rapporti tra le generazioni e in particolare quello con i bambini. Lei comprende che per millenni l'adulto ha messo in atto  il principio di dominazione, la lotta contro il bambino, in una sopraffazione sistematica a cui ha dato il nome di educazione. E' quindi necessario andare verso qualcosa di nuovo e scrive: "Quello che è necessario è trasformare l'animo dell'adulto. Modificare l'adulto e i suoi rapporti col bambino, E dopo questo noi avremo fatto la felicità del bambino, avremo imparato da lui qualche cosa che egli non ci può insegnare se noi non lo lasciamo libero di insegnarcela, la via del regno dei cieli: La pace, il risorgimento del nostro cuore, la risoluzione dei problemi che danno tristezza al nostro animo e che lo elevano al piano superiore, il trionfo della vita spirituale sopra la vita materiale," DA CRISTINA DE STEFANO IL MAESTRO E' IL BAMBINO  RIZZOLI 2020

"M'illumino di classico" performance artistica degli allievi e allieve del Liceo classico D. Alighieri di Ravenna

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  Ci vuole coraggio oggi per portare la Scuola italiana fuori dalle secche meritocratiche in cui spesso cade, dimenticando quanto dice Howard Gardner: “La scuola deve aiutare   gli alunni tutti a sviluppare la loro intelligenza”. Infatti  è nello sviluppo delle molteplici intelligenze che si genera il pensiero e lo sviluppo delle singole capacità, diverse in ogni allievo. Noi auspichiamo che dovunque possa esserci una Scuola che aiuta , che si pone accanto ad ogni alunno cercando di dargli fiducia   e stima, e non una scuola che punti al merito, ma all'uguaglianza nelle diversità E’ quanto sta tentando di fare il Liceo    Dante Alighieri di Ravenna guidato dalla Preside Giuseppina Di Massa, in una ricerca attenta   delle cause che ostacolano l’apprendimento e che determinano spesso   nei primi anni l’abbandono scolastico,   con l’attuazione di proposte laboratoriali innovative, rompendo gli schemi angusti e oppressivi di una scuola che inco...

UNA SCUOLA E' VERAMENTE SCUOLA SE...

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  Parlando della scuola, Don Milani diceva: "Io sono qui come un contadino. Un contadino non può avere fretta che una pera maturi." Voleva, con questa frase, farci capire che a scuola noi lavoriamo con persone e ogni persona è diversa da tutte le altre e nell'insegnamento non si può aver fretta, perché il ritmo di apprendimento non è uguale per tutti. Se le pere di un albero non maturano tutte nello stesso tempo, come si può pensare che tutti gli alunni debbano rispondere alle nostre sollecitazioni di apprendimento secondo quelli che sono i nostri progetti e le nostre previsioni? Una scuola che ha fretta e pretende dai ragazzi le risposte in tempi prestabiliti non è più una scuola, perché la scuola "aiuta ogni alunno a sviluppare le sue capacità intellettive a partire da una situazione iniziale diversa per ognuno e secondo tempi diversi." Un docente, quindi, accoglie e si prende cura di ogni suo allievo e cerca di aiutarlo a maturare le sue capacità inte...

GLI SCOPI DELL'ISTRUZIONE

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     Sono pienamente consapevole delle intense pressioni politiche a cui è sottoposta l'istruzione.  Parte del mio appello è rivolta ai decisori politici, perché riconoscano la necessità di un cambiamento radicale e se ne facciano carico.    Ma le rivoluzioni non aspettano direttive; nascono da quello che le persone fanno al livello più basso.    L'istruzione non si fa nelle stanze delle commissioni legislative o nella retorica dei politici.    L'istruzione è quello che succede  tra discenti e insegnanti nelle scuole vere....Gli scopi dell'istruzione sono mettere gli studenti nelle condizioni di comprendere il mondo che li circonda e i talenti che hanno denytro di sé, così che poissano diventare persone realizzate  e cittadini attivi e compassionevoli. Ken Robinson [da Ken Robinson, Scuola creativa, Erickson. 2015]

Grandi preoccupazioni per le riforme scolastiche

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Una delle  mie più grandi preoccupazioni è il fatto che molte delle riforme che stanno cercando di rinnovare i sistemi di istruzione in varie parti del mondo sono mosse da interessi politici e commerciali che distorcono il modo in cui le persone vere e le grandi scuole funzionano realmente.  Di conseguenza stanno compromettendo  il futuro di tantissimi giovani. Presto o tardi, nel bene o nel male, avranno effetti su di te o su qualcuno che conosci. E' importante capire cosa stiano creando queste riforme. Se concordi con me sul fatto che stiamo andando nella direzione sbagliata, spero ti riunirai al movimento per un approccio più olistico che coltivi i talenti diversi di tutti i bambini. Ken Robinson [da Ken Robinson e Lou Aronica, Scuola creativa, Erickson 2015]

l'INVITO DI CHIARA LUBICH PER L'UNITA' E LA PACE NEL MONDO

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  Chiara Lubich (1920-2008) a Roma nel 2004 alla seconda giornata dell'interdipendenza 1943: infuria la guerra, e la giovanissima Chiara Lubich, di fede cattolica, maestra nelle valli trentine,   a soli 23 anni, sente che la sua fede la spinge ad amare di più l’umanità sola e abbandonata in quel frangente devastante.   Alcune compagne la seguono   e una comunità si forma, quasi   naturalmente intorno a loro,   per soccorrere chi è in difficoltà: sono i prodromi del nascente Movimento dei Focolari.   Il Vangelo   riscoperto nella sua forza rivoluzionaria per realizzare nel mondo la fraternità universale diventa la loro guida. L’esperienza varca i confini italiani e si diffonde in Europa e nei continenti e coinvolge persone di orientamento religioso diverso e tra persone di buona volontà senza riferimento religioso. Negli anni 60   il movimento oltrepassa i confini dell’est europeo e gruppi di medici si portano nei paesi comunisti per...