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ERNESTO un alunno demotivato e con scarsa volontà

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Ernesto arrivava spesso in classe in ritardo ed era spesso distratto, pensava ad altro e non poche volte creava disordine. Non ero riuscito ancora a neutralizzare la sua corazza che respingeva ogni mio tentativo di connettermi con lui. Aveva quasi 13 anni. L’avevo   ripreso più volte anche duramente davanti ai compagni, ma senza risultati. Rifiutava il rapporto con me e di conseguenza con la matematica. Un alzata di spalle e via. Sfidava la mia autorità, anzi sembrava contento di manifestare la sua sfrontatezza e la sua indifferenza di fronte al resto della classe. Abbastanza amareggiato pensavo che il suo atteggiamento potesse influire negativamente sugli altri alunni e temevo di perdere quell’autorevolezza   necessaria per portare avanti la classe. Pur avendo conosciuto il linguaggio dei sentimenti e dei bisogni che la comunicazione empatica pone a base di ogni azione educativa, avevo una certa riluttanza ad applicarlo. Infatti, un giorno in cui ero più te...

La Severità educativa è un bene o un male?

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Dipinto di Carlo Carrà Molti genitori pensano che per educare un figlio disobbediente, irascibile, riottoso, insofferente alle regole e linguacciuto occorre la Severità.   Anche mia madre pensava questo e nella mia adolescenza si mostrava "severa" nel senso che mi impediva di andare a giocare con gli amici vicini di casa perchè temeva molto che   l'ambiente esterno mi potesse portare su strade cattive, mi rimproverava spesso e mi faceva sentire in colpa quando facevo passi falsi.  Arrivato a 15 anni ho cominciato a trasgredire volutamente e scappavo di casa dalla finestra e ai suoi rimproveri reagivo con indifferenza pronto a scappare di nuovo alla prima occasione. Quando più tardi cominciammo con gli amici giochi trasgressivi io, pur sapendo di sbagliare,  mi lanciavo  in tutto ciò che era normalmente proibito. Tra le tante trasgressioni cominciammo anche a rubare nei negozi di dischi e nelle pasticcerie. Oggi posso dire con certezza che la Seve...

SI PUO' PIANGERE DAVANTI A UN FIGLIO

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Il dono più grande che possiamo fare a una persona a cui vogliamo bene, in primis a nostro figlio, è farci vedere per come realmente siamo, sia quando siamo belli sia quando siamo brutti. Se glielo permettiamo, di fatto gli diciamo con la vita: “Confido tanto nel tuo amore che mi faccio vedere nudo .” E’ un’azione di grande coraggio, che spesso richiede tempo e piccoli passi, ma apre la porta a una relazione vera e perciò solida. Diviene la base su cui costruiamo, non sull’argilla ma sulla roccia, quel momento della verità che a volte strappa lacrime e dolore ma che, poiché  è vero, dichiara un amore che è pronto a dare la vita. Se ho voglia di piangere devo farlo. Se sono preoccupato, se sono deluso, devo dirlo. Se lo farò come atto d’amore, se non sarà uno scaricare sull’altro ma un fargli il dono più grande, il dono di me stesso, saprò trovare il momento giusto. Perché questo momento arrivi c’è bisogno che il figlio si senta prima ascoltato, senza riserve, senza...

PERCHE' MOLTI GIOVANI E RAGAZZI RIFIUTANO LA SCUOLA Parla Giuseppe Paschetto, il prof che si contende il titolo di miglior professore del mondo

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' Giuseppe Paschetto con i suoi allevi in una lezione all'aperto Giuseppe Paschetto 63 anni, laura in chimica, insegnante di matematica e scienze nella scuola meda di Valdilana è l’unico docente italiano tra i 50 finalisti che si contendono il titolo di miglior docente del mondo.  Riportiamo alcuni passaggi dell’intervista  concessa alla giornalista Caterina Pasolini. La mia idea è che si impara insieme, non c’è il prof che parla e gli alunni che ascoltano. I ragazzi lavorano in gruppo senza libri di testo….Si fa prima esperienza poi arriva la teoria, le regole. La scuola deve farti uscire  migliore di come sei entrato, con strumenti per vivere nel mondo, deve darti senso sociale, condivisione, interessi e sapere. La scuola deve essere come una casa dove sei felice di stare, dove non danneggeresti mai qualcosa perché lo senti tuo. La scuola non è una gara dove devi arrivare primo o un’impresa  che deve rendere: è il luogo dove secondo me bisogna met...

SCUOLE SUPERIORI: PIU' ATTENZIONE ALLA FORMAZIONE

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La scuola Italiana ha istituito l’obbligo fino a sedici anni, quindi i primi due anni delle superiori sono obbligatori per tutti.  L’obbligo chiede alla classe docente capacità di accoglienza, di attenzione, di introspezione, di incoraggiamento, di gradualità nell'apprendimento, di rispetto dei ritmi di apprendimento di ogni allievo affinché i ragazzi non si scoraggino troppo presto.  L’aspetto formativo dovrebbe avere quindi la priorità su tutto, prima anche dell'aspetto contenutistico. La qualcosa, ci dispiace dirlo,  non è nella maggior parte delle scuole superori. Ci sono naturalmente docenti che posseggono questi doti di accompagnamento e di orientamento  e questa sensibilità all'aspetto formativo e al bene relazionale ed altri che dovranno acquisirle, per cui ogni Scuola superiore di secondo grado prevederà  nei primi giorni di settembre corsi di aggiornamento per tutti i docenti, onde chiarire la metodologia di base da attuare in questi pri...

COMPITI A CASA: i GENITORI NON POSSONO RESTARE IN SILENZIO

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Compiti a casa sì, compiti a casa no: è un falso problema. Se il ragazzo non ha capito la lezione, che senso ha assegnare i compiti a casa? Se non riesce a fare ancora il disegno tecnico a scuola che senso ha assegnare  una tavola da fare a casa? Si studia e si lavora a scuola per  suscitare interesse e passione, per acquisire metodo  e per sviluppare capacità. Se tutto questo non si sviluppa in classe è illusorio che si sviluppi all’esterno. Assegnare i compiti a casa a chi non riesce a svolgerli è un assurdo pedagogico Il MIUR  sta cercando di intervenire con autorevolezza in tale direzione. Di qui la giusta Circolare sui compiti a casa del Ministro della Pubblica Istruzione Lavori di approfondimento o di consolidamento vanno assegnati liberamente a chi  ha già avuto il dono di comprendere  ed è spinto all’approfondimento. Assegnare compiti a casa a chi non ha ancora autonomia esecutiva diventa una forma di violenza esercitata sulle fam...

MONTESSORI: la SCUOLA può aiutare i nostri ragazzi ma li può anche distruggere

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oO Tra i tanti metodi ufficiali d'educazione di paesi diversi, nessuno si propone di dare assistenza all'individuo fin dalla nascita e di promuoverne lo sviluppo.  Oggi l'educazione, come è concepita, prescinde insieme dalla vita biologica e da quella sociale.  Tutti coloro che  entrano nel mondo dell'educazione vengono isolati dalla società.  Gli studenti sono tenuti a seguire le regole prestabilite dall'istituto di cui sono alunni e ad uniformarsi ai programmi raccomandati dai Ministeri della pubblica istruzione.  Si può dire che anche nel più recente passato, le condizioni sociali e fisiche degli studenti non erano prese in considerazione come fatto che potesse minimamente interessare la scuola in sé....Così se lo studente aveva difetti...che diminuivano le sue possibilità di apprendimento, esso veniva senz'altro classificato con votazioni inferiori...Nessuno considera ancora oggi che la mente dello studente può essere minacciata e soffrire dan...