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Spesso siamo violenti senza saperlo

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Due ragazzi a Monopoli spingono  un anziano sulla scogliera causandone la morte. Restiamo agghiacciati dinanzi a tale triste episodio, anche se siamo sicuri che  quei due ragazzi non erano coscienti della gravità del loro gesto.  Prendere in giro l'altro, il compagno, l'amico che ti  ha risposto male, esprimere giudizi  con faciltà su chiunque sia diverso da noi, irridere a condizioni di vita che non comprendiamo, purtroppo lo abbiamo sperimentato tutti nella nostra vita, è l'atteggiamento molto presente ella nostra società. E, alcune volte, ne siamo tutti contaminati. Senza quasi averne avvertenza, continuiamo ad esercitare quotidianamente  questo  giudizio  su tutti e su  ciascuno, quasi che fosse un nostro diritto puntare il dito ritenendoci migliori o superiori agli altri. Dobbiamo invece prender coscienza che il giudizio, espresso o tacito che sia, rompe ogni coesione sociale, svaluta il valore dell'uomo giudicato, ci allo...

I bambini e i giovani non vanno umiliati

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Luigino Bruni I bambini e giovani non vanno umiliati allo scopo di farli diventare umili. L’umiliazione provocata dagli altri non produce umiltà, ma mille malattie del carattere. La sola umiliazione buona è quella che ci arriva dalla vita senza che nessuno ce la procuri intenzionalmente. Si preparano i bambini e i giovani all’umiltà mettendoli in contatto con la bellezza, con l’arte, con la natura, con la spiritualità, con la poesia, con le fiabe, con la grande letteratura. È incontrando l’infinito che ci si scopre finiti, ma abitati da un soffio di eternità, e quando l’esperienza di toccare l’infinito è accompagnata dalle espressioni più alte dell’umano, la finitezza non schiaccia, ma eleva, il limite non mortifica, ma fa vivere. Quando alziamo gli occhi e sentiamo il cielo “infinito e immortale”, si forma in noi il terreno dove l’umiltà può sbocciare. Nell’umiltà si vede nella sua massima espressione una legge universale che ritroviamo al cuore di molte vir...

Non riusciamo a manifestare le nostre emozioni

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Il nostro repertorio di parole utili per affibbiare  etichette alle persone è spesso assai più grande del nostro vocabolario di parole che ci permettono di descrivere con chiarezza il nostro stato emotivo. Ho studiato in scuole americane per 21 anni e, in tutto quel tempo non mi ricordo nessuno che mi abbia chiesto come mi sentivo. I sentimenti, semplicemente, non erano ritenuti importanti. Quello che contava era "il modo giusto di pensare". - come veniva definito da coloro che  occupavano posizioni di ruolo e di autorità. Ci viene insegnato ad essere "orientati verso gli altri" anziché ad essere in contatto con noi stessi. Impariamo soprattutto a "rifugiarci nella nostra testa" chiedendoci: " Che cos'è che gli altri pensano  che sia giusto che io dica o faccia?" Questa difficoltà di esprimere i sentimenti è assai comune e, nella mia esperienza, è ancora più diffusa presso gli avvocati, gli ingegneri, gli ufficiali di polizia, i dirige...

Una Scuola non ancora Scuola

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La scuola italiana spesso non educa al "bene relazionale"; il linguaggio dei sentimenti e delle emozioni, che è il principale linguaggio che può aiutare lo studente a maturare come persona, è pressoché assente dalla maggior parte delle istituzioni scolastiche e da ogni programmazione, con gravi danni nella vita degli studenti.  La psicologia ci informa che che se un individuo non riuscirà a costruire corretti rapporti con i suoi simili, sarà infelice per sempre. E' quindi un dovere della Scuola, che accoglie individui in formazione, aiutare questi individua a conoscere se stessi  ad apprendere il linguaggio del cuore, l'unico linguaggio che arricchisce la vita orientandola verso il bene relazionale. 

La scuola di Barbiana di Don Milani

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La scuola di Barbiana Michele Gesualdi  è stato uno degli alunni della scuola di Barbiana di Don Milani. Nel suo ultimo libro "Don Lorenzo Milani, l'esilio di Barbiana" Gesualdi ricorda quel periodo della scuola come un momento particolarmente significativo della sua vita. Ne riportiamo alcuni passi. La scuola di Barbiana: una scuola che si impone, fin dai primi passi, con l'attraente novità di rompere i vecchi schemi e tenere insieme seduti allo stesso tavolo, credenti e non credenti, militanti di partiti e sindacati diversi, uniti dalla voglia del sapere e dal desiderio di riscatto sociale. Fatto sconvolgente per un epoca in cui si elargivano distintivi da mettere all'occhiello per marcare le differenze... Un giorno un ragazzo di solida famiglia cattolica criticò don Lorenzo Milani dicendogli: "Ma lei insegna anche a chi è comunista e dichiarato nemico della Chiesa. Lui rispose: "Io insegno il bene e ad essere una persona migliore, se poi cont...

Quando Gandhi perse una scarpa

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Gandhi L'amicizia è necessità. Esigenza dettata dall'intelligenza emotiva. Si narra che un giorno Gandhi, salendo su un treno avesse perso una scarpa sui binari, tra il vagone e la banchina. Tentò di prenderla, ma era impossibile, e il treno stava per partire. Così, si tolse l'altra scarpa e la buttò vicino a quella caduta. Chi era con lui, gli chiese stupefatto perché mai avesse deciso di buttare la scarpa che gli era rimasta, e il Mahatma rispose sorridendo: "Un povero che trova una sola scarpa non sa che farsene. Buttando anche l'altra, almeno lui potrà gioire del mio paio di scarpe". Nella sua coniugazione più nobile, l'amicizia ha proprio questo significato: non serve per sé ma per entrambi, non è visione egocentrica ma relazione svelata. A cosa serve tenere per sé una scarpa spaiata? Che senso avrebbe se l'amicizia fosse un sentimento declinabile solo per se stessi? Che significato potrebbe mai avere la vita se fosse soltanto un gioco con ...

L'educazione che arricchisce la vita

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George Miller Sono d'accordo con lo psicologo George Miller che ha scritto: "I problemi più pressanti dl nostro mondo sono problemi che noi stessi abbiamo creato: Non sono stati creati da una Natura inanimata, malvagia e crudele, né siamo stati puniti per volere divino. I nostri problemi sono problemi umani, la cui soluzione richiede che cambiamo il nostro comportamento e le nostre istituzioni sociali." L'educazione che arricchisce la vita si concentra su come gli insegmanti possono offrire delle opportunità di apprendimento che permettano agli studenti di diventare una forza positiva nella risoluzione dei problemi umani. Gli studenti possono imparare ad arricchire le proprie vite e ad aiutare gli altri ad arricchire le loro. Marshall B, Rosenberg da Marshall B. Rosenberg, L'educazione che arricchisce la vita, Edizioni Esserci, Reggio Emilia