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Visualizzazione dei post da gennaio, 2025

PAUL NEWMAN: LA PAZIENZA

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  Paul Newman "Ho l'impressine di riprodurre l'atteggiamento di mio padre; se i miei figli falliscono divento sarcastico con loro come mio padre lo diventava con me. Vorrei sapermi trattenere. Mia moglie dice che a volte il mio tono di voce assume un certo umorismo tagliente. E' una caratteristica che negli altri non considererei degna di stima o di rispetto. E non credo sia rilevante il fatto che io l'abbia ereditata da mio padre oppure no. Vorrei non averla e basta. Vorrei che qualcuno mi avesse spiegato il termine "pazienza"; sono stato molto impaziente con me stesso, non c'è da stupirsi che lo sia stato anche con altri. E' una cosa terribile..." Paul New man da Paul Newman, Vita straordinaria di un uomo ordinario   Grazanti 2024

SI ABBANDONA LA SCUOLA, QUANDO CI SI SENTE ABBANDONATI DALLA SCUOLA

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  Raffaela Milano Raffaela Milano, responsabile di "Save the Children" Italia  sente l'importanza del cambiamento della Scuola in ITALIA dove si registra  una grande dispersione scolastica con troppi abbandoni. Dopo un accurata analisi della situazione  lei individua gli elementi che provocano questi abbandoni  e fra questi  cita  "la mancanza di condizione di benessere vissuta a scuola".     Lei infatti afferma che "la dispersione non è la scelta di un momento, ma la conclusione di un processo di progressivo allontanamento dalla scuola. Ci sono segnali che andrebbero colti per tempo (assenze ripetute, bocciature, ritardi...) Si abbandona la scuola quando ci si sente abbandonati dalla scuola: per il rapporto con i docenti, i fenomeni di bullismo, il ritiro sociale, la costante percezione di inadeguatezza. Non possiamo chiudere gli occhio di fronte a questi aspetti che richiedono un approccio didattico al passo con i tempi e una continua ...

Paul Newman:NON MI BASTA REGALARE SOLDI A CHI NON LI HA!

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  Paul Newman Francamente, regalare soldi è la cosa più semplice che io possa fare. Non rappresenta per me quel tipo di sacrificio che, mi sembra, potrebbe accrescere la ricchezza del dono. Sono davvero un filantropo  così come molti mi descrivono sui media? A mio modo di vedere, un filantropo è uno che rinuncia completamente a uno stile i vita  comodo, va in mezzo al popolo, si sporca le mani e si spende anima e corpo in ciò che gliele sporca. La grazia che ha una persona così è formidabile. Quello che si fatica a dare è il tempo. Mettere del proprio nelle relazioni con persone meno privilegiate. Questo è un aspetto importante su cui mi interrogo. Paul Newman da Paul Newman, Vita straordinaria di un uomo ordinario. Garzanti 2024

CHIARA LUBICH: Il giudizio ci allontana dai fratelli

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Chiara Lubich (1929-2008) Non mantenere nel cuore residui di giudizi, di risentimenti, dove possono covare l'ira e l'odio che ci allontanano dai fratelli. Vedere ognuno come se fosse nuovo, avendo in cuore, al posto del giudizio e della condanna, l'amore e la misericordia verso ciascuno. Lo aiuteremo ad iniziare una vita nuova, gli daremo coraggio ogni volta per ricominciare. Chiara Lubich da parola di vita aprile 1998. Città Nuova

ANNA MARIA ORTESE: COSA DIVENTA LA TERRA CON LA GUERRA?

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Anna Maria Ortese   Guardo l'ultima guerra che ho conosciuto. Uomini e bambini cadevano ogni giorno a migliaia, orrendamente mutilati, o venivano uccisi senza pietà.  La TERRA era diventata per opera dell'uomo un luogo IMMONDO. Anna Maria Ortese

ANNA MARIA ORTESE: La CREATIVITA' NEI BAMBINI

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  Ho sempre pensato che il problema massimo del mondo e della sua pace sia di avere dei bambini in grado di entrare nel mondo cosiddetto adulto creando, essi stessi, e non, invece, appropriandosi o distruggendo.  Creare è una forma di maternità; educa, rende felici e adulti in senso buono. Non creare è morire e, prima, irrimediabilmente invecchiare. ANNA MARIA ORTESE

LA MAESTRA CHE NON DA' COMPITI A CASA

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  I l giornalista Andrea Alberizia  di Ravenna ha intervistato una maestra di sc uola Elementare, sul metodo e sul valore dei compiti a casa, Riportiamo alcuni stralci delle sue risposte: La lezione frontale con la maestra in cattedra rivolta ai banchi è molto medievale. I bambini hanno bisogno di essere ascoltati, di parlare e di imparare fra loro. Adotto il metodo del lavoro in gruppo...Ci sono le isole di banchi con 4 o 5 bambini e poi la cattedra di tutti dove appoggiare le cose. per ogni isola una cassettina dove teniamo matite, colori, forbici, tutto il materiale in comune perché si deve costruire una comunità...deve essere chiaro che tutto appartiene a tutti. Credo che i bambini abbiamo una grande agilità mentale e quando incontrano novità sanno destreggiarsi, sanno adottare le capacità intellettuali.  L'autonomia non si crea con i compiti a casa, anzi si possono creare mostri.  Nel lavorare insieme  a scuola c'è un rinvio all'uguaglianza sociale, perché...

GIANFRANCO ZAVALLONI: A SCUOLA NON BISOGNA CORRERE

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  Gianfranco Zavalloni (1957-2012) La strada sulla quale si è inoltrato l’educatore Gianfranco Zavalloni è una strada che va in direzione opposta a quella percorsa oggi dai più. Un piccolo sentiero di campagna, si direbbe, poco praticato ma pieno di sorprese per chi vi si inoltra. È il sentiero di una pedagogia consapevole delle molte violenze che possono essere giustificate in nome dell’educazione. L’elogio della lentezza non è un vezzo, ma nasce dal semplice rispetto dei soggetti, che è il fondamento stesso dell’educazione. In educazione non è possibile correre e rispettare al contempo la personalità degli educandi; correre vuol dire fare pessima educazione, o non fare affatto educazione. Ma noi siamo in una civiltà della corsa. Non dovrà l’educazione adeguarsi?                                                              ...

L'ECCESSIVA QUANTITA' DI CONTENUTI SCHIACCIA IL BAMBINO O L' ADOLESCENTE E PUO' GENERARE UN SOFFERENZA MENTALE E UN RIFIUTO DELLA SCUOLA

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Gianni Rodari   Al bambino non possiamo consegnare l’Oceano, un secchiello alla volta. Però gli possiamo insegnare a nuotare nell’Oceano e allora andrà fin dove le sue forze lo porteranno, poi inventerà una barca e navigherà con la barca, poi con la nave. La conoscenza non è una quantità, è una ricerca. Noi non dobbiamo dare ai bambini quantità di sapere, ma strumenti per ricercare." Gianni Rodari (Gianni Rodari, La grammatica della fantasia)